Di Maio cambia idea su Draghi: "C'è il Quirinale dietro la svolta"

Il Colle avrebbe fatto sentire la sua presenza in modo deciso, spingendo i grillini ad ascoltare l'ex presidente della Bce

Di Maio cambia idea su Draghi: "C'è il Quirinale dietro la svolta"

Spaccatura profonda all'interno dei grillini, a causa della caduta di Giuseppi e dell'arrivo di Mario Draghi: tuttavia, dopo un'apparente quanto fugace ipotesi di chiusura totale ad un governo tecnico ecco che Luigi di Maio è pronto a far effettuare al Movimento CinqueStelle un'altra bella virata in stile Luna Rossa.

A far cambiare (nuovamente verrebbe da dire viste le folli giravolte dei grillini a cui abbiamo assistito in questi due anni di governo) idea al ministro degli Esteri che ora si dice pronto ad ascoltare l'ex presidente della Bce sarebbe stato addirittura Sergio Mattarella, almeno secondo quanto riporta Marco Antonellis su Tpi. Il Capo dello Stato ci sta mettendo tanto del suo in questa crisi di governo, rendendosi protagonista, pur se dietro le quinte, come mai fatto fino ad ora. L'obiettivo è quello di andare avanti fino a fine mandato senza chiamare gli italiani alle urne, e mattoncino dopo mattoncino il presidente della Repubblica sta riuscendo a far concretizzare i suoi propositi.

Tante le voci pentastellate che remavano in direzione opposta prima delle parole di apertura dell'ex vicepremier. "Un No compatto da parte del Movimento all'ipotesi Draghi non solo sarebbe un gesto responsabile nei confronti degli italiani, ma aprirebbe praterie di dignità e, perché no, anche di governo", ha voluto spiegare Dibba all'interno di un articolo su Tpi. Di gran lunga meglio"un governo Politico che sappia gestire i fondi del Recovery Fund con meticolosità e rigore. E, soprattutto, nell'interesse pubblico".

Anche lo stesso fondatore del Movimento ha fatto sentire la sua voce circa l'ipotesi di un esecutivo guidato dall'ex presidente della Bce: "Leali a Conte, no al governo tecnico guidato da Draghi", aveva dichiarato infatti Beppe Grillo. Istruzioni recepite dallo stesso leader attuale dei grillini Vito Crimi. Esecutivi tecnici già in passato avevano avuto "conseguenze estremamente negative per i cittadini italiani". Quindi "il Movimento 5 Stelle, già durante le consultazioni, aveva rappresentato che l'unico governo possibile sarebbe stato un governo politico. Pertanto non voterà per la nascita di un governo tecnico presieduto da Mario Draghi".

Chiusura ribadita anche dal collega Luigi Iovino: "Noi nasciamo in contrapposizione ai governi tecnici, su questo versante siamo e resteremo intransigenti e non sosterremo mai un governo che abbia questo profilo. Ascolteremo il presidente incaricato e prenderemo in considerazione ogni sua proposta, ma la posizione del Movimento 5 Stelle, rimarcata ieri nel corso dell'assemblea con deputati e senatori, è netta e chiara e si palesa in un no secco e senza condizioni a qualunque governo tecnico", ha dichiarato il deputato, come riportato da LaPresse.

Schiacciato dalle contrapposizioni interne, tuttavia, Giggino è rimasto più possibilista."La nostra priorità era una soluzione politica, per risolvere una lunga serie di criticità evidenziate con il tempo. Ma certo, una volta preso atto del fallimento di quel tentativo, la soluzione Draghi era la migliore possibile per il paese", ha precisato il ministro durante un'intervista concessa a Il Foglio. "A livello europeo il M5s sostiene Ursula Von Der Leyen. Non votare un governo europeista come quello presieduto da Draghi sarebbe inconcepibile".

"Abbiamo il dovere di partecipare e ascoltare", ha dichiarato Luigi Di Maio in un comunicato ufficiale per riportare all'ordine i suoi. "Poi decideranno i parlamentari" (si spera). Tuttavia, "è il momento di essere maturi". Tutto in linea con quanto richiesto da Mattarella, stando a quanto riferisce Tpi: bisogna "rispettare l’interlocutore (cioè Draghi) e sentirlo parlare prima di decidere".

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