Mannoni: «Sono ovunque delle appendici tecniche. Mantenere Palazzo Madama così è uno spreco»

di Senato elettivo? Dopo che il centrodestra per mesi si è battuto con le unghie e con i denti per cancellare questa imbarazzante anomalia planetaria, arriva ora il dietrofront. Nossignori, noi giuristi che con tanto di commissione di saggi e di indagini comparative avevamo concluso che il Senato italiano era un obbrobrio ci siamo sbagliati: dovremmo convincerci oggi che forse una seconda camera elettiva non è poi così male. Ma come!

Riepiloghiamo le nostre ragioni. Ci troviamo enti locali, regioni in testa, che spendono e spandono. Il centro è un bancomat, non un luogo dove costruire un bilancio in comune. Alla luce di questa desolazione, puntellata da centinaia di contenziosi, è parsa ragionevole a molti un'idea intuitiva: almeno coinvolgiamoli nella legislazione visto che non possiamo sbarazzarcene o riformarli. Quantomeno saranno più responsabili nelle decisioni di spesa. Un progetto questo che evoca una lontana parentela con la Germania, di gran lunga la più gettonata nei dibattiti a destra. E poi. La sovranità popolare mai come oggi è stata una e indivisibile: che senso ha dividerla come una mela per fare esattamente le stesse cose visto che i partiti sono gli stessi e buona parte della legislazione cala da Bruxelles senza che le capitali possano modificare una virgola? E lo spettro giacobino monocamerale da sempre il contrafforte del bicameralismo? Guardiamoci intorno: Il Senato francese è un relitto di notabili di provincia che rispecchia i patetici 36.0000 comuni sparsi in lande desolate descritte melanconicamente dai romanzieri dell'800, mentre la Camera dei Lords è un organo di consultazione senza voce in capitolo sulla spesa dai tempi di LLoyd George. Gli Stati Uniti poi? Tutti i paesi federali obbediscono a una logica che non ci appartiene: se non la divisione della sovranità almeno la sua articolazione. Canada e Belgio sono forse materia di studio ma certo non di imitazione: ci manca solo il bilinguismo. Sorvoliamo infine sul capitolo spese. Dirigenti del Senato che guadagnano 400.000 euro, il doppio del presidente della Repubblica, con un Paese allo stremo sono uno schiaffo in faccia alla decenza. Mentre l'argomento da alcuni ventilato che rappresentanti designati e non eletti al Senato dai cittadini sarebbero inadeguati al ruolo fa un po' sorridere: forse invece impareranno di più e discuteranno di meno.

In sintesi ovunque si guardi le seconde camere sono appendici tecniche delle camere politiche, con notevole risparmio e semplificazione. Quindi il centrodestra stia molto attento su questa partita. Non tutto è negoziabile. Soprattutto non è negoziabile la faccia con gli elettori che di queste duplicazioni costosissime e uniche al mondo proprio non ne possono più.

* Ordinario di Storia

delle costituzioni

all'università di Firenze

già membro

della Commissione dei saggi

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