Manovra, riammesso l'emendamento che prevede la patrimoniale

È stato riammesso in commissione Bilancio della Camera l'emendamento alla legge di Bilancio, con primi firmatari Nicola Fratoianni e Matteo Orfini che, tra le altre cose, istituisce l'imposta patrimoniale

Manovra, riammesso l'emendamento che prevede la patrimoniale

Torna lo spauracchio della patrimoniale. L’emendamento alla manovra a prima firma Fratoianni (Leu) e Orfini (Pd) è stato riammesso, come si legge nelle comunicazioni della commissione Bilancio. L'imposta sostitutiva sui grandi patrimoni è tornata in pista "in considerazione della difficoltà di effettuare una puntuale quantificazione riguardo alla stima degli effetti di gettito derivanti, fermo restando che più puntuali informazioni potranno essere acquisite in proposito dal Governo nel corso dell’esame dell’emendamento stesso".

Nello specifico cosa prevede la proposta dei due parlamentari di sinistra? L’abolizione dell’Imu e dell’imposta di bollo sui conti correnti e di deposito titoli, sostituendoli con un’aliquota progressiva minima dello 0,2% sui grandi patrimoni. La base imponibile per il calcolo dell'imposta è una ricchezza "netta" superiore a 500 mila euro e fino a 1 milione di euro, per arrivare al 2% oltre i 50 milioni di euro. Per il 2021, invece, la proposta di modifica prevede un’aliquota del 3% per i patrimoni superiori al miliardo di euro. L’emendamento prevede inoltre, per i patrimoni all’estero "suscettibili di produrre redditi imponibili in Italia", multe che vanno dal 3% al 15% dell’importo non dichiarato.

"Riparte l’assalto ai risparmi degli italiani", tuona il senatore Alberto Bagnai, responsabile economico della Lega. "Riammesso l’emendamento alla legge di bilancio sulla patrimoniale targata Fratoianni-Orfini. Dalla sinistra una misura insensata, che colpisce la classe media senza incidere sui veri grandi patrimoni, tutti custoditi in paradisi fiscali. Si vogliono mettere le mani nei portafogli e nei conti correnti degli italiani già martoriati dalla crisi economica e pandemica. La Lega farà le barricate in commissione e in aula affinché questa vergogna non vada in porto".

Matteo Orfini rivendica con orgoglio l'iniziativa:"Un argomento tabù che se non ci fosse stato l'emendamento non sarebbe mai entrato in una pubblica discussione. Della tassazione dei ricchi si discute in tutta Europa e in questi giorni anche negli Usa, solo in Italia non dovrebbe essere nemmeno aperta. Alcune reazioni sono state sconcertanti. La Lega ha annunciato che farà le barricate contro un emendamento che ridurrebbe la pressione fiscale sulla maggioranza degli italiani. Quasi il 90% risparmierebbe rispetto a quanto paga ora di tasse, mentre solo il 10% avrebbe un aumento. La Lega e il centrodestra difendono gli interessi di pochi, scaricando il peso su tanti. Anche il governo - ha aggiunto il dem - dovrebbe interrogarsi. chiediamo al governo di ascoltare le nostra ragioni e di valutare gli effetti di questa norma. Non credo che il governo sia tra quelli che possano dire 'non se ne deve parlare'. Non alzare un muro come fa la destra ma aprire un'interlocuzione di merito sull'emendamento".

"Sapete mentre il Paese è in ginocchio e il Parlamento discute del decreto Sicurezza cosa succede in commissione Bilancio? - scrive su Twitter Giorgio Mulè (Forza Italia) - Viene riammesso l’emendamento alla manovra a prima firma Fratoianni e Orfini sulla patrimoniale. Via libera a migranti e nuove tasse. Faremo le barricate!". Sempre da Forza Italia Sestino Giacomoni, membro del coordinamento di presidenza del partito azzurro, in una nota osserva che tra patrimoniale e flat tax si può capire la "diversità antropologica che ci divide dalla sinistra. Mentre loro propongono la patrimoniale, misura prima dichiarata inammissibile, poi riammessa dietro pesantissime pressioni politiche, noi sosteniamo la flat tax al 15%, per la prima volta ritenuta ammissibile in Commissione bilancio a Montecitorio. Insomma, loro sono per la patrimoniale al solo scopo di fare cassa, noi siamo per la flat tax, l'unica misura economica in grado di fare ripartire il Paese perché solo detassando l'economia reale potrà crescere. Tra Flat tax e patrimoniale c'è tutta la distanza tra Forza Italia e la sinistra".

Di tutt'altrto tenore le parole di Nicola Fratoianni: "Proviamo a fare chiarezza, contro la macchina della disinformazione che si è messa in moto su questo emendamento. Se in Italia patrimoniale è una parola impronunciabile, noi non abbiamo paura di usarla, si può essere contro la patrimoniale ma bisogna dire la verità. Non si può dire che basta avere una casa di proprietà per essere colpiti, perché questo è imbroglio". "La nostra proposta - ha spiegato il deputato di Leu - interviene sulla rendita catastale, non sul valore commerciale dell'immobile. Con il mio smart phone sono andato su un sito di vendite immobiliari, ho scelto un annuncio. Si trattava di una casa a Roma, che non è proprio una di quelle che può comprare il ceto medio: 229 mq al quartiere Prati, costo 951.000 euro, rendita catastale 3.100 euro. Il calcolo ai fini Imu vale 520.000 euro. Siccome la nostra proposta interviene proprio sul valore catastale, significa che uno del ceto medio che guadagna diciamo 2000 euro e che ha avuto in eredità quella casa, paga solo sui 20.000 euro che eccedono i 500.000 che, badate bene, sono la franchigia. Sotto i 500.000 netti non paghi niente, sopra paghi qualcosa, anzi risparmi perché noi contemporaneamente togliamo l'Imu sulla seconda casa e togliamo l'imposta di bollo dello 0,2% messa da Monti sui depositi finanziari".