Manovra, il testo non c'è. Insorgono le opposizioni: "Ora occupiamo l'Aula"

Stallo sulla manovra. Il governo di fatto non fa nessun passo in avanti. L'esecutivo prosegue nel suo braccio di ferro con Bruxelles ma di fatto blocca quasi del tutto l'iter parlamentare

Manovra, il testo non c'è. Insorgono le opposizioni: "Ora occupiamo l'Aula"

Stallo sulla manovra. Il governo di fatto non fa nessun passo in avanti. L'esecutivo prosegue nel suo braccio di ferro con Bruxelles ma di fatto blocca quasi del tutto l'iter parlamentare. Da Bruxelles arriva qualche timida apertura con le parole di Moscovici: "Stiamo lavorando intensamente nell'ambito di un dialogo costruttivo per fare in modo che l'Italia, che può condurre le politiche che vuole, non sta a me discutere la legittimità delle sue politiche, lo faccia nel rispetto delle regole". A Moscovici risponde Salvini dal Gr1: "Noi abbiamo fatto tutto il possibile per mantenere gli impegni presi con gli italiani su lavoro, le scuole, gli ospedali, la sicurezza e adesso ci aspettiamo altrettanto buon senso da parte di Bruxelles". Ma in questo braccio di ferro tra Ue e Roma c'è anche la "melina" in Parlamento con il rinvio della Commissione nell'attesa che Tria confermi la sua presenza. Ritardi questi che di fatto per il momento lasciano in sospeso il testo vero e proprio della manovra. Circostanza questa sottolineata a gran voce dalle opposizioni.

Renato Brunetta di Forza Italia afferma: "Difficile capire cosa possa succedere nelle prossime ore, considerando che, al momento, non esiste ancora una versione definitiva della Legge di Bilancio sulla quale il Parlamento possa lavorare e che, in ogni caso, questa dovrà essere scritta, discussa e votata alle Camere entro il 31 dicembre, per evitare l'esercizio provvisorio di bilancio che significherebbe il disastro per il nostro Paese. I lavori al Senato sono del tutto fermi, in quanto i senatori sono impossibilitati di lavorare, semplicemente perché manca un testo definitivo, le Commissioni non possono essere convocate e tutti sono con gli occhi puntati a Bruxelles, nella speranza che qualcosa arrivi. Il Governo del cambiamento dimostra così tutta la sua incapacità nel gestire una situazione che gli è scappata di mano. L'esecutivo sovranista, che doveva stravolgere l'Europa, si è ridotto a fare la spola tra Roma e Bruxelles per scrivere e riscrivere testi, bloccando del tutto l'attività legislativa, riducendo il Parlamento ad un ufficio dove si ratificano le decisioni prese altrove e mettendo a rischio il Paese".

Marcucci del Pd invece minaccia l'occupazione dell'Aula e chiama in causa Conte: "Abbiamo ampiamente superato il livello di guardia sulla legge di bilancio. L’incapacità di questa maggioranza ci ha trascinati in piena emergenza democratica. Chiediamo che il presidente Conte venga subito in Aula a spiegare le ragioni di questo intollerabile ritardo. Se Conte ignorerà ancora una volta il Senato, siamo pronti a mettere in pratica la più estrema delle proteste: occuperemo l’Aula. È un appello che rivolgiamo anche agli altri gruppi di opposizione". Dura anche la reazione della capogruppo al Senato di Forza Italia, Anna Maria Bernini: "Siamo arrivati al 18 dicembre e per la prima volta nella storia della Repubblica non abbiamo ancora il testo della legge di Bilancio, né tantomeno notizie sulla trattativa con l’Europa dopo i correttivi seguiti alla minaccia di procedura d’infrazione". Per il momento, dopo una telefonata con Dombrovskis e Moscovici, Conte si dice fiducioso sulla chiusura della trattativa. Ma per ora della manovra non c'è traccia...

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