Eravamo rimasti che fosse il luogo dove si montano le case e si smontano le coppie. Non fosse altro che per la furia autolesionista con cui le donne continuano a trascinarci mariti e fidanzati, preferibilmente nei fine settimana. Nessun uomo vuole andare all'Ikea, tutte le donne vogliono portarci il proprio, chissà perché. E indipendentemente da quanto si sta insieme, e soprattutto da quanto si riuscirà a rimanerci "dopo", già nel parcheggio si diventa infelici in fila sparsa. Lontani uno dall'altra, quasi nemici, già logori anche se nuovi, senza una vera strada che più unisca. Perché è sganciando quel carrello metallico dall'incomprensibile forma che i maschi vengono soffocati dalla tentazione di andarsene nella direzione opposta a quella in cui si è diretta lei. E questo solo all'ingresso, ora delle casse colano tristezza come la candela cola cera.
Chi entra all'Ikea ha un unico obiettivo: portare a casa la pelle. Ma per qualche motivo, tutti si fanno addomesticare dal pellegrinaggio sotto la scritta gialla e blu. Ed è da questo punto di vista che l'ultima novità del colosso dell'arredamento low-cost sembra una geniale trovata di marketing. Dal prossimo 27 giugno, infatti, in cinque punti vendita svedesi ci si potrà sposare. Più precisamente nelle città di: Malmö, Linköping, Jönköping, Uddevalla e Karlstad (noi le abbiamo scritte, vediamo se qualcuno si prenderà la briga di leggerle) ma l'iniziativa potrebbe essere estesa ad altri Paesi tra cui l'Italia. I matrimoni da Ikea prevedono una cerimonia ufficiale, un pranzo firmato dal negozio e un regalo per gli sposi. Per ora verranno celebrate solamente tre cerimonie per ciascun esercizio e le coppie si dovranno presentare soltanto con il proprio documento d'identità, due testimoni di nozze e l'hindersprövning, che altro non è se non la richiesta ufficiale da depositare all'Agenzie delle Entrate.
Una baldoria ordinata tra i corridoi ricolmi di librerie Billy, di mestoli in legno Rört a euro 1,95, sedie Knäbäck a 65, a fiumi di polpette Huvudroll e a certe caramelle "delle loro" che sanno di resina e lacrime. È un'immagine che suggerisce un acuto senso di tenerezza ma che fa assurgere la Mecca dei mobili fai-da-te a luogo della resa definitiva. Se fine dev'essere, tanto vale che sia lì, dove tutto è cominciato. Se lo ricordano ancora, gli uomini, quel fallace entusiasmo da post sesso dopo uno dei primi sabati trascorsi insieme a inizio idillio. Hanno commesso l'errore di essere assertivi e premianti quell'unica volta e non si sono più liberati del macabro rituale tra materassi in memory foam e in schiuma e in lattice. Solo perché lei la notte prima, gli aveva fatto "usare" quello di casa. Uno degli amplessi degli inizi, quindi ancora esplosivi, e adesso eccoli lì, con in mano le grucce Snygging... E ora ci tornano pure per sposarsi e per consegnarsi al salmone selvaggio a 14,95 in eterno.
Raccontandosi che tanto si erano stancati di fare gli eterni dispari della compagnia... Sarà che all'Ikea sono dei geni, sarà che le donne sono creature manipolatorie e abilissime ma sarà anche che gli uomini sono ricattabili, come quasi tutti quelli che hanno vissuto.