nostro inviato a Évian (Francia)
"Siamo sempre stati amici", dice lei. "Sono stato abbandonato", risponde lui. Rimbalza così, nelle immagini del circuito chiuso del media center del G7 di Evian, il lungo siparietto che archivia il grande freddo tra Giorgia Meloni e Donald Trump. Dopo oltre otto mesi che i due non si vedevano di persona (dal vertice per la pace a Gaza che si tenne a Sharm el-Sheikh lo scorso 13 ottobre), il primo contatto c'era stato alla cena riservata ai leader che lunedì sera ha aperto il summit francese che si tiene nell'Alta Savoia, sulle rive del lago Lemano. Ma è stata soprattutto la giornata di ieri a sancire un disgelo che arriva in diverse tappe.
Molte riprese, infatti, raccontano più di un contatto tra i due, compresa una lunga passeggiata in cui parlano fitto one to one mentre raggiungo il tavolo riservato alla terza sessione dei lavori, quella sul "Creare nuove partnership e ricostruire la solidarietà internazionale" a cui prendo parte anche la Banca mondiale e la Banca africana di sviluppo. Ma il momento forse più emblematico arriva durante un conciliabolo che precede il pranzo di lavoro sul Medioriente, presenti anche il cancelliere tedesco Friedrich Merz e il presidente del Consiglio Ue Antonio Costa. È proprio quest'ultimo a lanciare il siparietto. "Siete di nuovo amici", la butta lì. "We've always been friends", risponde subito Meloni. Con Trump che replica scherzandoci su: "I was abandoned". "No, you are not" ("non è così", ndr.), ribatte la premier. Uno scambio che in qualche modo archivia quello che negli ultimi mesi è stato un rapporto piuttosto altalenante.
Anche fonti diplomatiche italiane, infatti, confermano che tra la cena di lunedì e la giornata di ieri i due hanno avuto un "incontro di chiarimento", un "utile scambio" in cui la premier ha confermato l'importanza del "principio di unità dell'Occidente necessario in questo momento di grandi crisi internazionali". Insomma, spiegano da Palazzo Chigi, in generale "è stato chiarito da parte di entrambi come in questa fase la priorità è il concetto di unità" su cui Meloni "insiste sempre e crede realmente".
Un chiarimento che trova terreno fertile in un Trump che si è presentato al G7 di Évian con un approccio decisamente molto meno spigoloso del solito, in alcune occasioni persino ecumenico (difficilmente, infatti, durerà più di qualche settimana). Come per esempio sul dossier Ucraina, visto che nella sessione ad hoc - a cui ha partecipato anche Volodymyr Zelensky - il presidente americano non solo ha promesso ulteriore sostegno a Kiev, ma ha anche esortato Mosca a "raggiungere un accordo" per porre fine alla guerra. Sul punto, è stata molto netta anche Meloni. La premier, riferiscono fonti diplomatiche italiane, nel corso della sessione di lavoro sull'Ucraina si è infatti detta contraria a che in fase negoziale siano fatte concessioni territoriali alla Russia su zone che Mosca non è riuscita a ottenere militarmente. Perché, è il senso delle parole di Meloni, la situazione sul campo è diversa da quella descritta dalla narrazione russa e "il fronte è sostanzialmente congelato" con la Russia che, nonostante le ingenti perdite, da dicembre 2022 a oggi ha conquistato meno dell'1,5% del territorio ucraino, mentre nel 2026 l'avanzata si è addirittura arrestata. Insomma, è decisivo impegnarsi nei negoziati di pace questo non legittima concessioni territoriali. Va quindi rifiutato - è la posizione che l'Italia ha portato al tavolo del G7 - qualsiasi tentativo di ridisegnare i confini con la forza.
Meloni ieri ha anche avuto due incontri bilaterali a margine del summit. Il primo con il premier del Canada Mark Carney, il secondo con il presidente degli Emirati Arabi Uniti Sheikh Mohamed bin Zayed Al-Nahyan.
E con quest'ultimo la premier ha discusso della situazione nella regione alla luce del memorandum d'intesa siglato tra Iran e Stati Uniti, concordando sulla necessità di sostenere gli sforzi internazionali volti ad assicurare la libertà di navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz.