I 24mila petali di organza tagliati a piume in uno degli stupefacenti abiti da sera della prima collezione couture di Pierpaolo Piccioli per Balenciaga sono come i 24 mila baci della celebre canzone con cui Celentano debuttò al Festival di San Remo nel 1961: un balsamo sul cuore di chiiunque ami la moda. "A dire il vero sono 24.140" puntualizza ridendo il cinquantottenne couturier di Nettuno (cittadina del litorale laziale a 64 chilometri da Roma) che da un anno esatto siede sul trono del geniale sarto di Getaria (paesino di pescatori sul Mar Cantabrico a 88 chilometri da Bilbao, capitale dei Paesi Baschi spagnoli).
"Cristobal Balenciaga è sempre stato il mio eroe incalza non sono arrivato nel suo atelier per fare quello che già sapevo, ma per usare conoscenze e manualità nuove". Da qui l'idea in tutti i sensi sublime di scannerizzare il corpo delle donne su cui poi costruisce tre capolavori sartoriali con l'inconfondibile linea a colonna che sulla schiena si arrotonda nel sublime gioco di vuoti e pieni che nessuno sapeva fare come Balenciaga. "Cristobal è il maestro di tutti noi" diceva non a caso Christian Dior, mentre Coco Chanel lo definiva "l'unico vero couturier".
Piccioli non si lascia intimidire e con un intelligente spirito scolaro mette anche tre stampe una sull'altra per impreziosire un vestito fatto di soli tagli. Per un abito da sera verde bosco usa innumerevoli paillettes di cellulosa fabbricate in un'azienda che le fa così dal 1870. E poi utilizza tutta la sua innata bravura di moderno maestro del colore forgiata dal calor bianco del rosso Valentino. Il risultato sono forme nuove, spesso larghe e scostate dalla figura, ma sempre con il corpo al centro. In poche parole è stata la più bella sfilata della kermesse parigina per il prossimo autunno/inverno nonostante l'infelice scelta di sfilate all'aperto sotto il sole cocente di mezzogiorno.
Antonio Grimaldi sfila invece davanti alle telecamere per produrre il film sulla sua bellissima collezione che viene anche presentata in forma statica a Parigi. Titolo dell'opera Midnight Swans perchè il punto di partenza sono i cosiddetti Cigni della Quinta Strada, ovvero le signore dell'alta società newyorkese amiche di Truman Capote dino a quando l'autore di A sangue freddo non decise di rivelare tutti i segreti delle loro dorate vite in una serie di articoli da cui poi fu tratto il bellissimo libro Preghiere Esaudite uscito dopo la sua morte.
Dello stile straordinario di Babe Paley, Slim Keith, Gloria Vanderbilt e Pamela Harriman c'è solo un profumo leggero ma persistente in questi capi modernamente costruiti attorno a un'idea di femminilità sublime e imperiosa. I mitici tagli geometrici di Grimaldi, il suo lavoro sui panneggi, il corto da un lato che si arrotonda gentilmente per poi precipitare fino a terra dall'altro, parlano di un lusso che non è mai fine a se stesso, ma viene dal duro lavoro in sartoria e dal profondo amore per la bellezza intesa come necessità dell'anima.
Da Viktor & Rolf non c'è una sfilata ma una performance con due modelle che potrebbero essere madre e figlia intorno ad abiti trasformabili ma indossabili con molta facilità nonostante siano estremasmente complessi. Sensazionale il cappotto con innumerevoli piegoline che formano rettangoli di rose oro mat. Invece da Gaultier è andata in scena la prima alta moda di Duran Lantink, giovane designer olandese chiamato a sostituire il mitico Jean Paul.
L'allievo segue molto bene il maestro sulla via dell'eleganza francese contradddistinta da quella vena di ribellione che ha sempre reso iconoclasta lo stile della
maison. Della serie piccoli couturier crescono? Era solo ora per mantenere in vita questa elegante assurdità di un'alta moda che ignora l'uso dell'Intelligenza artificiale, del taglio al laser e della macchina da cucire.