Mentana diviso sul martedì sera Floris su La7 o la fidanzata in Rai?

Conflitto di interessi sentimentali. Sarà per questo che il perfido Zucconi di Repubblica ha twittato che Enrico Mentana, direttore del tgLa7 , gongola per il flop di Giovanni Floris col suo nuovo programma su La7? Eh già, perché nella squadra dell'anti-Floris di Raidue il nuovo conduttore di Ballarò Massimo Giannini, che sfiderà il Dimartedì su La7, c'è proprio la fidanzata di Mentana. Quella Francesca Fagnani neo inviata di Ballarò, che Novella2000 ha beccato questa estate - dopo mesi di pettegolezzi -in compagnia di «Mitraglia» Mentana ( nella foto del settimanale ). Ora Chicco è a un bivio: chi tifare il martedì? Il talk della sua rete o quello della sua bella?

Non bastavano i guai sui rimborsi in Emilia-Romagna a inquietare il Pd. Anche il Comune di Reggio Emilia sembra non voler resistere alla tentazione delle auto blu. Il sindaco Luca Vecchi assicura che quello che si è alzato di recente sul suo conto è soltanto un polverone. Sta di fatto che Vecchi, successore di tradizione Pci-Pds-Ds di Graziano Delrio (oggi sottosegretario a Palazzo Chigi), preferisce minimizzare la querelle sulla nuova convenzione stipulata dalla sua amministrazione col gruppo «Car server» per un servizio di auto a noleggio con conducente. «È stato rinnovato un servizio già in essere in precedenza - si difende il sindaco - ricorrendo alla convenzione Intercenter che consente un abbattimento dei costi, e quindi un risparmio, per gli enti che se ne avvalgono come lo stesso comune reggiano. E infatti il servizio di noleggio è fornito a un prezzo contenuto». Quanto il servizio costi davvero, però, il sindaco non lo spiega. Ma giura che le «auto blu e in particolare modo il servizio con gli autisti non esistono da 10 anni» a Reggio Emilia, e che «un conducente a noleggio è cosa diversa dall'autista personale».

Piero Fassino fa il misterioso. Il sindaco di Torino ( nella foto ) nonché presidente dell'Associazione nazionale dei comuni italiani non ha ancora comunicato al commissario alla spending review Carlo Cottarelli , al meno per ora, il bilancio dell'Anci. Che diventa così una delle oltre mille società partecipate in Italia i cui conti, come ha detto lo stesso commissario Cottarelli, «non sono disponibili». L'ex segretario dei Democratici di sinistra ed ex ministro della Giustizia del governo guidato da Giuliano Amato insomma si è sottratto alla richiesta che coinvolge tutti i centri della spesa pubblica. Non certo il migliore esempio per i sindaci e gli amministratori che l'Anci rappresenta e che sono obbligati dalla legge alla trasparenza sull'uso dei soldi pubblici. E dire che proprio lo statuto dell'Associazione nazionale dei comuni italiani prevede la consulenza agli associati per una corretta applicazione delle norme. Ma tra queste, evidentemente, per il sindaco di Torino non sembra esserci la trasparenza.NaMur

Scrivere la verità sul suo conto non è ammissibile. Specialmente se a farlo è una donna. Deve averla pensata proprio così l'ex sindaco di Brindisi Giovanni Antonino che, di fronte a una serie di articoli pubblicati sul suo conto (a firma di una giornalista donna), si è vendicato a suon di frasi sessiste. L'ex primo cittadino si è lasciato andare al più becero maschilismo pubblicando sulla sua pagina Facebook affermazioni del tipo «l'informazione locale in mano alle donne. Alcune dimostrano di saper usare meglio la bocca che la mano». E questo solo perché ha letto su alcuni giornali locali una serie di pezzi che parlavano dell'avviso di garanzia a lui notificato per associazione a delinquere e riciclaggio con richiesta di proroga delle indagini. Sul caso sono già intervenuti l'Ordine dei giornalisti locale e Assostampa. Intanto il profilo dell'ex sindaco ha conquista 1.800 «mi piace». Anche se sulla frase ingiuriosa a sfondo sessuale i fan di Antonino si sono dimostrati decisamente più freddini: i like ieri erano meno di venti.

Dove lo inviti crea polemiche. E non potrebbe essere diversamente. Perché Renato Curcio ( nella foto ) anche se di anni ne sono passati tanti resta il fondatore delle Brigate Rosse. E allora se i Cobas di Pisa lo invitano per presentare il suo libro, Mal di lavoro la polemica è inevitabile. Se i Cobas parlano di un libro frutto «di un'inchiesta che ha come protagonisti i lavoratori più sfruttati sotto costante ricatto di perdere il posto», il consigliere comunale di Forza Italia Riccardo Buscemi non ci sta. «Si omette di ricordare che quel signore ormai anziano è in realtà il fondatore mai pentito delle Brigate Rosse. Chiedo al sindaco e alle forze politiche democratiche di Pisa, ai sindacati, alle associazioni di categoria e ai cittadini di condannare questa vergognosa iniziativa e di prenderne le distanze».

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