Migranti, espulsioni automatiche. Berlino scarica su Italia e Grecia

Il ministro dell'Interno Seehofer: respingimenti via terra Roma e Atene potrebbero evitare di registrare gli arrivi

Migranti, espulsioni automatiche. Berlino scarica su Italia e Grecia

Berlino - Governo che resta, politica migratoria che cambia: anche la Germania di Angela Merkel aggiusta il tiro in materia di accoglienza. La maggioranza politica è la stessa della scorsa legislatura una grande coalizione moderati-socialdemocratici ma il gabinetto Merkel IV marca le distanze dal Merkel III. Il ministro federale degll'Interno Horst Seehofer ha illustrato al Bundestag uno dei nodi del patto di governo: più espulsioni e meno ricongiungimenti familiari. La possibilità per un rifugiato con le carte in regole di farsi raggiungere in Germania dai suoi congiunti era stata sospesa nella primavera del 2017, il che non ha impedito la batosta elettorale dello scorso settembre; tant'è che la grande coalizione di oggi è molto meno grande di quella di ieri.

Da agosto, comunque sia, si riparte con mille ricongiungimenti al mese. Sarà l'Agenzia per le migrazioni e i profughi a selezionare i rifugiati più fortunati. Seehofer ha spiegato che per impedire nozze e ricongiungimenti di convenienza saranno esclusi a priori i profughi il cui contratto di matrimonio sia successivo alla fuga dal Paese di origine. Fra le proteste dei social-comunisti che hanno parlato di una legge «crudele» e dei Verdi che l'hanno definita «disumana», il ministro ha spiegato che la proposta del governo rappresenta un compromesso fra l'interesse dei profughi a essere protetti e la capacità della Germania di dare loro accoglienza.

Nel cassetto, ha scritto la Bild, Seehofer ha anche un altro piano dedicato agli arrivi alle frontiere. Il ministro vuole facilitare le espulsioni rendendole automatiche sia per i migranti che siano stati registrati in un Paese vicino e sicuro, come la Francia o l'Austria, sia per coloro che intendano passare attraverso il territorio tedesco per chiedere asilo politico a un altro Paese, come per esempio Svezia o Danimarca. La proposta per i respingimenti automatici, ha scritto ancora la Bild, ha incontrato i dubbi delle opposizioni ma perplessità sarebbero state espresse anche dagli ambienti della sicurezza: gli Stati meridionali dell'Unione europea, leggi l'Italia e la Grecia (ovvero quelli più esposti agli arrivi incontrollati via mare) avrebbero con questa legge interesse a non registrare i clandestini, ma a lasciarli transitare verso la Germania. Un ragionamento che non fa onore a chi lo ha partorito e che insulta chi ne è l'oggetto. L'idea che l'Italia scarichi i propri clandestini sui Paesi europei più a Nord è poi in aperto conflitto con quella illustrata pochi giorni fa dalla stessa cancelliera federale, secondo cui, davanti al crollo delle istituzioni libiche, Roma è stata lasciata sola ad affrontare le ondate di barconi. Al di là delle polemiche, appare evidente che l'Italia non è l'unico Paese europeo in cui la politica migratoria divide la politica ed è oggetto di una campagna elettorale senza fine. A metà ottobre la Baviera torna al voto e l'ex governatore bavarese Seehofer tira la volata ai cristiano-sociali bavaresi che, guarda caso, nelle stesse ore hanno depositato una proposta di legge per la Baviera identica a quella che Seehofer vorrebbe implementare su scala nazionale: centri di «ancoraggio» dove raccogliere i migranti fino alla decisione sulla loro accoglienza o espulsione. La proposta è stata bocciata dei 16 ministri degli Interni dei Länder tedeschi che, soprattutto in materie di competenze ripartite, l'hanno rispedita al mittente chiedendo al ministro di fare molta più chiarezza.