Migranti, Salvini zittisce la Cei: "C'è chi vuole che giuri sul Corano"

Durissimo scontro con la Cei. Galantino: "Sui migranti sciacallaggio per avere quattro voti in più". Salvini: "E Renzi, Boldrini, Bonino che fanno comizi in chiesa?"

Migranti, Salvini zittisce la Cei: "C'è chi vuole che giuri sul Corano"

Adesso è scontro aperto. I primi a levare le critiche contro Matteo Salvini sono stati alcuni vescovi, alla spicciolata. L'hanno attaccato perché sabato scorso aveva esibito alla manifestazione di Milano il Vangelo e il rosario. Poi è stata la volta del segretario generale della Cei, monsignor Nunzio Galantino, che seppur senza far nomi se l'è presa con chi fa sciacallaggio sui migranti "per quattro voti in più". La stessa chiesa che, però, poi chiude un occhio quando dai pulpiti delle chiese Laura Boldrini e Emma Bonino arringano i fedeli invitandoli a votare la sinistra. "Se qualcuno preferisce impegnarsi sul Corano o su altro - replica il leghista - io vado orgoglioso di una tradizione che qualcuno ha negato in Europa".

Tutta colpa del giuramento. Un giuramento (cristiano) che monsignor Gian Carlo Perego, arcivescovo di Ferrara conosciuto come "il vescovo dei profughi" per il suo impegno in favore degli immigrati durante il mandato alla fondazione Migrantes, non ha fatto preso bene. "Qui ci ritroviamo di fronte a un leader che in maniera contraddittoria si presenta col Vangelo e col rosario - ha detto a Repubblica - e dall'altro lato predica la non accoglienza e il rifiuto dell'altro: ieri il meridionale, oggi lo straniero". Non è stato certo più tenero Galantino. Accogliendo i 114 profughi, fatti arrivare a Roma dal Corno d'Africa con il primo corridoio umanitario istituito dal Viminale, non ha perso l'occasione per entrare a gamba tesa in una campagna elettorale già di per sé tesa. "Dopo che avrete raccattato quei quattro voti in più, andate un po' in giro per l'Italia e guardate negli occhi questi bambini - ha detto il capo dei vescovi - poi dite se continuerete ancora a speculare sulla storia drammatica di queste persone".

Da sempre non corre buon sangue tra Salvini e i vertici della Chiesa. Eppure il leader leghista difende da sempre le tradizioni cristiane del Paese. Sabato scorso, per esempio, ha chiuso la manifestazione in piazza Duomo mostrando una copia della Costituzione italiana e del Vangelo: "Mi impegno e giuro di essere fedele al mio popolo, ai 60 milioni di italiani e di farlo rispettando gli insegnamenti contenuti nella Costituzione e nel sacro Vangelo. Io lo giuro, lo giurate con me? Andiamo a governare, riprendiamoci il Paese". Il giuramento, però, non è piaciuto in Vaticano. Ma ai vescovi inorriditi il segretario del Carroccio ha fatto notare che da nessuna parte, nei quattro Vangeli, c'è scritto che bisogna accogliere tutti. "Nella mia Italia l'immigrazione ha delle regole, dei numeri, dei limiti - ha spiegato - con 5 milioni di italiani in povertà il 'prossimo mio' è a Milano, Napoli, Torino, Roma...". E a Galantino, che gli ha dato dello "sciacallo", ha ricordato i comizi di Renzi, Boldrini e Bonino nelle chiese. "Mi spiace se qualcuno si è offeso ma ho fatto un gesto col cuore...".

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