Migranti, la sfida della Trenta: "Premio Nobel alla Marina"

Il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, candida la Marina al Nobel: "Siamo orgogliosi di come la Marina abbia messo in pratica ideali di solidarietà"

Migranti, la sfida della Trenta: "Premio Nobel alla Marina"

Il bastone e la carota. Sembra questa la manovra che la Lega e il M5S intendono portare avanti nella gestione dei flussi migratori. Se da una parte Salvini e Toninelli chiudono i porti alla Aquarius e danno il via ad un confronto con Malta, dall'altra il neo ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, candida la Marina Militare al premio nobel per la pace per aver salvato i migranti in mare.

Un modo diverso di affrontare la situazione, per dire, rispetto agli affondi di Di Maio contro i "taxi del Mediterraneo" (leggi Ong). "Mi attiverò con ogni mezzo e attraverso ogni canale per avanzare la proposta di candidatura della Marina Militare e di tutte le componenti che hanno partecipato ai salvataggi al premio Nobel per la Pace. Ve lo meritate e ce lo meritiamo - ha detto il ministro durante il suo discorso ad Ancona in occasione della Giornata della Marina - Noi tutti siamo orgogliosi di quello che il Paese ha saputo fare finora per sostenere operativamente l'Europa nella gestione del suo confine meridionale. Siamo orgogliosi di come la Marina abbia saputo tradurre in pratica i valori e gli ideali di solidarietà umana e di salvaguardia dei diritti fondamentali. Voi per primi, avete onorato il nostro Paese".

In queste ore la nave Aquarius di Sos Mediterranée sta navigando in tondo in attesa di ottenere il via libera dall'Italia o da Malta per approdare in chissà quale porto. Salvini ha annunciato che non intende "chinare il capo". E nonostante i sindaci di sinistra facciano pressione sul governo per aprire le porte ai profughi, il governo Conte tiene duro. "Il Mediterraneo - ha spiegato la Trenta - è il mare che per secoli ha costituito il collante geografico, culturale, sociale, religioso ed economico tra il Nord e il Sud del nostro Mondo. In questi anni, anche a seguito degli stravolgimenti che hanno colpito i Paesi del Nord Africa e del Medio Oriente, si è trasformato, purtroppo, in un luogo di instabilità e insicurezza dove vengono a manifestarsi tematiche che hanno origine al di fuori". Ed è in questo contesto che "la Marina ha svolto e svolge con professionalità, passione e grande senso di responsabilità tutte le missioni che le sono affidate…missioni vitali per l'Italia, per l'Europa e per l'intera comunità internazionale: dall'operazione EUNAVFOR-MED "Sophia, all'attività antipirateria della UE ATALANTA al largo del Corno d'Africa, garantendo la libertà di navigazione e del traffico commerciale nell'area".

Un messaggio all'Europa: il nostro dovere lo abbiamo fatto. Ora tocca all'Ue evitare che l'Italia si trasformi in un grande centro profughi.

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