Il vertice Macron-Conte, tra sorrisi e pochi fatti, è un buco nell'acqua

Il presidente francese: "Asse ministri degli Interni Roma-Berlino-Vienna? Ricorda triste passato". E Conte lo invita in Italia

Il vertice Macron-Conte, tra sorrisi e pochi fatti, è un buco nell'acqua

Il premier Giuseppe Conte ha incontrato il presidente francese Emmanuel Macron dopo le polemiche di questi giorni per le critiche da parte di Parigi per la vicenda Aquarius. I due si sono stretti la mano e hanno discusso dell'ipotesi di hotspot per i migranti nei Paesi di origine, soprattutto in Libia e in Niger. "Abbiamo parlato di immigrazione ed eurozona, e questi due temi sono test per l'Europa e test per i nostri due Paesi", ha affermato Macron. Poi il presidente della Repubblica francese ha parlato dell'emergenza migranti: "La risposta europea attuale non è adatta. Negli ultimi anni l’Europa è mancata in efficacia e solidarietà. Servono riforme per affrontare le sfide".

Per Macron bisogna riformare "il regolamento di Dublino e il sistema di relocation per quote". E subito dopo l'intervento di Macron sono arrivate le parole del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte: "Sono davvero lieto di avere incontrato oggi il presidente Macron nella mia prima visita bilaterale all’estero. Abbiamo condiviso l’idea di lavorare insieme alle principali sfide dell’Unione Europea. La posta in gioco è un’Europa più forte e più equa. Sul tema del’immigrazione è arrivato il momento di voltare pagina e su questo c’è pieno accordo con l’amico Emmanuele". Insomma a quanto pare adesso Roma e Parigi provano a mettersi alle spalle gli scontri dei giorni scorsi per trovare una strada comune per affrontare l'emergenza immigrazione che riguarda tutto il Mediterraneo. Al centro del vertice tra Francia e Italia c'è anche una revisione di Dublino: "Bisogna rivedere in profondità il sistema di Dublino» e lavorerà per «avanzare insieme verso una maggiore protezione delle frontiere. Serve un massiccio investimento su Frontex", ha affermato Macron. Conte ha aggiunto: "Il regolamento di Dublino deve cambiarie, l’Italia è contraria e sta preparando una proposta propria che non vede l’ora di condividere con gli altri partner in vista di formalizzarla alla prossima presidenza Ue austriaca".

Poi il premier italiano è entrato nel merito dello scontro diplomatico degli ultimi giorni: "La Francia ha usato ipocrisia nel trattare l’affaire Aquarius? Ci sono stati dei giorni un pò turbolenti per l’affaire Aquarius, il nostro primo obiettivo è stato mettere in sicurezza queste persone, affiancare la nave ed evitare difficoltà. Abbiamo subito offerto il nostro supporto logistico, c’era personale sanitario e vettovagliamento. Io mi riferivo ad alcune dichiarazioni che sono uscite ma con il presidente Macron c’è stata perfetta intesa e una telefonata oltre al comunicato congiunto. Il fatto che sia qui è la risposta più eloquente alla domanda". Poi Macron ha madato un messaggio a Matteo Salvini sulla nascita di un asse tra i ministri degli Interni di Germania, Italia ed Austria per l'emergenza immigrazione: "Questa formula nella storia non ha mai portato fortuna. Ad ogni modo ci sono le Costituzioni e ci sono i capi di Governo di Italia, Germania e Austria che prendono le decisioni. Questo dicono le nostre Costituzioni". Infine un nuovo vertice bilaterale con Emmanuel Macron si terrà in autunno a Roma. La sensazione è che il primo tempo di questo vertice di fatto è stato una sorta di buco nell'acqua. Parole e impegni molto vaghi ma nessuna decisione incisiva o concreta che possa cambiare davvero il quadro del piano per affrontare questa emergenza che riguarda sempre più tutti i Paesi europei del Mediterraneo.

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