"Da quando Papa Benedetto XVI è tornato alla Casa del Padre, mi accorgo che non prego tanto per lui, ma chiedendo il suo aiuto e la sua intercessione. Spero che il processo di beatificazione venga avviato presto". Parola di monsignor Georg Gaenswein, per oltre vent'anni segretario personale di Joseph Ratzinger, da due anni nunzio apostolico nei Paesi Baltici.
Intervenendo a un evento organizzato alla Biblioteca Nazionale Lituana, a Vilnius, Gaenswein ha raccontato la sua vita a fianco del Papa emerito. "Tutti gli anni di collaborazione insieme hanno lasciato un'esperienza indelebile", ha detto. "Non è stata solo una formazione intellettuale e teologica, ma anche una formazione del cuore, dell'anima e di tutto ciò che possiamo chiamare vita. Perché mi ha chiamato al suo fianco? Non lo so - ha sorriso il monsignore -, ma lo considero un grande dono della Provvidenza".
In una recente intervista alla rete televisiva cattolica tedesca K-TV, il nunzio aveva espresso l'auspicio che il "suo" Papa diventasse presto beato. "Personalmente, ho grandi speranze che questo processo venga avviato". Ma allo stesso tempo aveva precisato che "la Chiesa è una madre molto saggia e molto prudente" e nelle cause di beatificazione è "due volte saggia e due volte prudente".
Secondo alcuni siti cattolici, come Razon+Fe (periodico online colombiano), il Vaticano starebbe valutando un possibile miracolo attribuito a Benedetto XVI. Si tratta del caso di Peter Srsich, un giovane del Colorado, a cui fu diagnosticato un linfoma di Hodgkin in stadio avanzato che gli premeva sul cuore. Il tumore era così esteso che i medici ritenevano rischioso persino somministrargli l'anestesia per una biopsia. Peter fu contattato dall'associazione americana Make a wish, che propone a bambini e ragazzi colpiti da malattie potenzialmente mortali la possibilità di realizzare un sogno. Peter espresse il desiderio di incontrare il Papa.
Nel maggio 2012 il suo desiderio divenne realtà. Il giovane arriva a Roma con la sua famiglia e prende parte all'udienza generale di Benedetto XVI. Al termine della catechesi, ebbe l'opportunità di incontrare brevemente il Pontefice, a cui chiese una benedizione. Ratzinger pose la mano destra esattamente sul petto del ragazzo, proprio dove si trovava il tumore, senza che nessuno gli avesse indicato la posizione precisa della malattia. La guarigione fu completa e clinicamente inspiegabile. Anche se Peter è sempre stato cauto nel sostenere che si tratta di un miracolo, da quell'incontro iniziò un costante miglioramento che sfidò tutte le previsioni mediche.
La sua salute fu completamente ripristinata, permettendogli di continuare la sua vita e i suoi studi.Il 15 maggio 2021, nove anni dopo quel momento in Vaticano, Peter Srsich venne ordinato sacerdote. Il caso potrebbe ora essere allo studio per un eventuale processo di beatificazione del Papa emerito.