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Missione di Parolin a Nuuk. Quei fedeli con un parroco a metà con la Danimarca

Il segretario di Stato vaticano sull'isola. Gli appetiti americani dividono i vescovi

Missione di Parolin a Nuuk. Quei fedeli con un parroco a metà con la Danimarca
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Gli appetiti artici di Donald Trump hanno fatto impensierire anche il suo connazionale più famoso. Papa Prevost, infatti, segue con attenzione le vicende della Chiesa di casa e anche sulla Groenlandia ha dovuto prendere atto della frattura all'interno dell'episcopato a stelle e strisce. L'intervento critico dei cardinali Blase Cupich, Robert McElroy e Joseph Tobin contro "polarizzazione e politiche distruttive" incoraggiate, a loro dire, dall'attuale amministrazione repubblicana, è apparso come un evidente (e riuscito) tentativo di surclassare la Conferenza episcopale. I tre cardinali, tutti assai liberal, hanno forzato la mano all'organo in teoria preposto ad esprimersi su una simile materia. La maggioranza dei vescovi americani, però, sono di tendenza conservatrice e preferiscono evitare lo scontro aperto con il trumpismo. In ogni caso, un'eventuale annessione militare della Groenlandia da parte degli Usa vedrebbe contrari anche i presuli più favorevoli al presidente. Lo dimostra la posizione dell'arcivescovo conservatore Timothy Broglio, ordinario militare negli Usa, secondo cui sarebbe moralmente accettabile per i soldati disobbedire all'ordine di invadere l'isola. Parole particolarmente importanti perché è al suo ordinariato militare che fanno capo le basi Usa presenti già oggi in Groenlandia.

Ma i cattolici sull'isola più grande del mondo non sono solo militari americani e al di fuori delle basi il territorio canonico appartiene alla diocesi di Copenaghen. Esiste una comunità di 300 persone e un parroco a Nuuk che fa avanti e indietro con la Danimarca dove ha un'altra parrocchia. I fedeli lontani dalla capitale restano senza messa e si organizzano con la liturgia della parola nelle case. In queste settimane calde il vescovo di Copenaghen Czeslaw Kozon ha espresso in una lettera la sua vicinanza ai parrocchiani di Nuuk. "Tra di loro - spiega - c'è un'unanimità sulla posizione danese: la Groenlandia è parte del regno di Danimarca e tale deve rimanere". Proprio oggi si conclude una visita di tre giorni del cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin in terra danese. Facile immaginare che il dossier Groenlandia finirà sul tavolo dell'incontro odierno con il ministro degli esteri Lars Lokke Rasmussen.

La Santa Sede segue da vicino la questione anche perché si troverebbe ad affrontare direttamente le conseguenze di un'ipotetica annessione. Se accadesse, infatti, il Vaticano dovrebbe decidere se far passare o meno il territorio ecclesiastico dell'isola dalla diocesi di Copenaghen ad una statunitense.

"In situazioni simili - spiega monsignor Kozon - la Santa Sede si è mossa sempre con molta prudenza, anche se la sua politica vuole che un vescovo non abbia giurisdizione in più Paesi". Ma la speranza del vescovo di Copenaghen è che questa resti una preoccupazione soltanto teorica.

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