Teheran come Gaza. Anche nel cuore della capitale iraniana si dipanano almeno 5 chilometri di tunnel sotterranei, a una profondità stimata di 40-50 metri e con la "copertura" in superficie di edifici civili: scuole, moschee e ospedali. È in questa città sommersa che è probabile si rifugi la leadership iraniana, compresa la nuova Guida Suprema dell'Iran, Mojtaba Khamenei, non ancora apparso in pubblico né in video, nonostante le attese, e che non ha inviato fin qui alcun messaggio alla nazione dopo l'elezione trapelata il 3 marzo e annunciata dal regime solamente cinque giorni dopo. Khamenei junior potrebbe essere rimasto ferito, è il sospetto, nello stesso raid che ha ucciso il padre Ali, le mogli di entrambi e uno dei tre figli del nuovo Leader Supremo nel primo giorno degli attacchi di Israele e Stati Uniti oppure nei bombardamenti che la settimana scorsa hanno preso di mira aree vicine al complesso Pasteur, nel centro di Teheran, un distretto che ospita la presidenza iraniana e diversi uffici governativi chiave. Secondo una fonte di alto livello nell'esecutivo, che ha parlato con il sito di opposizione IranWire, neanche il presidente Masoud Pezeshkian ha avuto comunicazioni con Mojtaba dalla sua nomina e l'amministrazione pubblica sarebbe "in grave disordine", circostanza che spaventa i dipendenti in attesa di stipendio e bonus in vista del Capodanno persiano.
A ricostruire la rete sotterranea è stato l'esercito israeliano, che ha riprodotto in immagini il sistema di bunker voluto dai Khamenei. La sua sezione centrale si trova sotto alla Shahid Shourideh, clinica affiliata al Ministero dell'Agricoltura iraniano e si estende per vari chilometri, con diversi ingressi, uno sotto a un parcheggio accanto a due scuole elementari, un altro sotto a una moschea e nei pressi di una terza scuola e un ulteriore ingresso lungo una strada che ospita la facoltà di ingegneria dell'esercito iraniano. Come a Gaza, la città-bunker si dipana sottoterra ed è "coperta" da edifici civili in superficie. Se si considerano i costi per scavi e lavori di una normale rete metropolitana a Teheran, la spesa - secondo stime di Iran International - ha superato di gran lunga i 150-180 milioni di dollari necessari per una linea pubblica e ha richiesto ben oltre 17 mesi di lavoro.
"Chiamarli tunnel riduce il loro effettivo valore", spiega al Giornale Claudio Bertolotti, uno dei principali esperti italiani di terrorismo e autore di "Gaza Underground", in cui analizza la guerra sotterranea e urbana tra Israele e Hamas nella Striscia. "Si tratta di infrastrutture strategiche utilizzate da Hamas e Hezbollah in azioni difensive e offensive, dall'Iran solo in funzione difensiva. D'altra parte Hamas, che a Gaza ha costruito una rete sotterranea di 300-400 km, si è avvalso del sostegno economico, finanziario e progettuale dell'Iran, di Hezbollah e della Corea del Nord, forti di esperienze di costruzione di strutture sotterranee. Nel sottosuolo di Teheran oggi è probabile che il regime iraniano abbia collocato centri di comando e controllo, sale operative all'interno delle quali la leadership può esercitare il proprio ruolo e coordinare le attività in superficie", aggiunge Bertolotti. La nuova Guida Suprema potrebbe trovarsi lì: "Considerato l'alto livello del target, è altamente probabile che Mojtaba Khamenei possa aver trovato rifugio in quel luogo a Teheran o che possa usarlo per trasferirvisi.
In caso di eventuale e improbabile offensiva terrestre - ipotesi che l'Iran non ha mai escluso - le stesse infrastrutture garantirebbero la sopravvivenza della leadership e dei Pasdaran, replicando quanto Hamas ha fatto e sta facendo nella Striscia di Gaza e Hezbollah nel sud del Libano".