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Moretti in cella spera nei domiciliari

I legali dell'ex ad di Ferrovie hanno depositato la richiesta: "Ma i tempi sono incerti"

Moretti in cella spera nei domiciliari
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La speranza è che passino solo pochi giorni, al massimo un paio di settimane. L'incubo invece, la peggiore delle ipotesi, è che ci vogliano mesi prima che Mauro Moretti possa ottenere la detenzione domiciliare. L'istanza per l'attenuazione della misura è già stata depositata dalla sua legale Ambra Giovene. Spetta ora al magistrato di sorveglianza decidere, ma non ha limiti di tempo. Il manager, ex ad di Ferrovie dello Stato, 72 anni, si è costituto giovedì sera nel carcere di Orvieto, dopo la condanna definitiva a cinque anni per la strage di Viareggio del 2009, 32 morti e oltre cento feriti. Una sentenza "profondamente ingiusta", l'ha definita la legale di Moretti.

La scelta di consegnarsi in una struttura più piccola, da circa cento posti, è stata ponderata con la sua difesa e con la sua famiglia. Non troppo lontano dalla Capitale, così da poter ricevere le visite dei suoi cari, abbastanza dal carcere romano di Rebibbia, dove l'ingresso rischiava di trasformarsi in un assalto mediatico che avrebbe reso il momento ancora più difficile. Inoltre negli istituti dove il numero di detenuti è alto le condizioni sono complicate, e Rebibbia non fa certo eccezione. Anche se, sottolinea Giovene, anche il Tribunale di sorveglianza di Orvieto è sovraccarico come tutti i tribunali, e "i tempi per la decisione non sono prevedibili". Insomma nulla è scontato. Anche se è possibile che la richiesta possa essere valutata con una certa velocità, visto anche il clamore mediatico e visto che si tratta di un caso "semplice". L'istanza per poter ottenere i domiciliari si basa infatti sull'età di Moretti, sulle relative patologie "fisiologiche", sull'assenza di qualunque profilo di pericolosità o elemento che possa impedire la possibilità di scontare la pena fuori dal carcere. L'incognita sono i tempi, perché anche se Moretti psicologicamente si era preparato durante questo angosciante avvicinamento alla sentenza definitiva, l'impatto con il carcere è sempre soggettivo, personale. La difesa spera che la decisione del magistrato possa arrivare al massimo entro qualche settimana, per evitare che Moretti trascorra l'estate in carcere. Il caso ha diviso l'opinione pubblica. Molti i messaggi di solidarietà, anche dagli stessi dipendenti di Ferrovie, e anche all'ex ad di Rfi, il pugliese Michele Mario Elia, 80 anni, condannato in Cassazione. "Profonda amarezza" viene espressa anche dall'Associazione dei Dirigenti del Gruppo Fs (Assidifer).

La sentenza è un "precedente pericoloso" per l'avvocato Gian Domenico Caiazza, già presidente dell'Unione delle Camere Penali. Così "prende sempre più piede una giurisprudenza della Cassazione sui reati colposi che assomiglia terribilmente alla responsabilità oggettiva, legata allo status e alla posizione: ciò stride con principi fondativi del diritto penale. La responsabilità penale è sempre delle persone e non può essere legata al ruolo". E "non si è ritenuto neppure che meritasse la pienezza delle attenuanti generiche, che equivalgono ad un terzo della pena: in quel caso avrebbe almeno evitato il carcere".

Domani si terranno le commemorazioni per la tragedia del 29 giugno 2009, Un corteo arriverà alla

Casina dei Ricordi, la zona del disastro, dove verranno letti i nomi delle 32 vittime. E martedì al Beach Stadium di Viareggio, ci sarà un concerto organizzato da "Il Mondo che Vorrei", la onlus delle famiglie delle vittime.

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