Leggi il settimanale

Moretti a piede libero. Un amico (anonimo) ha pagato la cauzione da 215mila euro

Per il titolare del Constellation niente braccialetto. La Procura: "Non serve"

Jacques Moretti
Jacques Moretti
00:00 00:00

Jacques Moretti esce dal carcere dopo 14 giorni con una cauzione da 215mila euro, pagata da un amico di cui non si conosce l'identità. Avrà l'obbligo di non lasciare la Svizzera, di consegnare i propri documenti e di presentarsi ogni giorno in una stazione di polizia. Non dovrà indossare il braccialetto elettronico, come aveva chiesto invece la Procura di Sion. È lo scenario che gli avvocati delle famiglie delle vittime hanno provato fino all'ultimo a scongiurare, segnalando ai pm oltre al rischio di fuga, anche quello di "collusione" e di inquinamento probatorio, visto che i coniugi avevano oscurato i social del locale subito dopo l'incendio. Erano state anche denunciate presunte pressioni su testimoni. Il Tribunale delle misure coercitive ha disposto invece la scarcerazione del titolare del Constellation, indagato con la moglie Jessica per omicidio, lesioni e incendio colposi per negligenza per la morte di 40 ragazzi.

La decisione era nell'aria da giorni. Erano stati gli stessi magistrati di garanzia, quando avevano convalidato l'arresto, a lasciare aperta la possibilità che Moretti potesse uscire presto su cauzione. E ieri hanno spiegato che la scelta arriva "a seguito di una nuova valutazione del rischio di fuga e dopo aver esaminato l'origine dei fondi e la natura dei rapporti tra l'imputato e la persona che ha versato" la cauzione. La somma di 215mila euro, proposta dalla stessa Procura e ritenuta "adeguata e dissuasiva" anche dal Tribunale in quanto i coniugi non avrebbero liquidità ma solo debiti per 4 milioni, è stata versata da una persona vicina a Jacques Moretti, su cui i suoi legali hanno chiesto di mantenere l'assoluto anonimato. Il Tribunale fa sapere che si tratterebbe di un caro amico del gestore del Constellation. Nel verbale del 9 gennaio, Moretti aveva dichiarato di avere "amici molto stretti in Svizzera", e aveva fatto i nomi di un notaio di Crans Montana, di un agente assicurativo e di un terzo di cui non si conosce la professione. Moretti aveva detto di avere molti sostenitori e di non aver alcuna intenzione di fuggire: "Il nostro progetto è restare".

Una versione a cui evidentemente crede il Tribunale, che nelle motivazioni ribadisce che nella procedura penale svizzera "il principio cardine è che ogni imputato è presunto innocente" fino a sentenza definitiva. Sottolinea anche che la carcerazione preventiva finora subita da Moretti "non aveva lo scopo di punirlo", e che va applicata solo in casi eccezionali. Perché quando ci sono misure meno afflittive "che possano conseguire lo stesso risultato vanno applicate".

Per Romain Jordan, avvocato di alcune famiglie delle vittime, così "non viene preso in considerazione il rischio di collusione e la scomparsa delle prove". Un pericolo, quello dell'inquinamento probatorio, ritenuto non concreto dalla Procura di Sion. Che in un comunicato diffuso ieri mattina ha fatto sapere che l'indagine non passerà a un procuratore straordinario esterno al Cantone, come richiesto da alcune parti civili.

È la Procura di Sion a decidere su sé stessa: "Non c'è alcuna ragione, né oggettiva né giuridica, che giustifichi la nomina di un procuratore straordinario". Ha poi rivelato di aver fatto perquisizioni e sequestri, anche se non è dato sapere dove, e ha confermato che "attualmente, solo i gestori risultano indagati". Ma si riserva di "estendere" l'indagine.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica