Moscovici: "Ragionevole la richiesta di correzione dei conti fatta all'Italia"

Il commissario Ue Moscovici: "La deviazione iniziale (rispetto agli obiettivi presi dall’Italia) era molto più grande. Chiedere una correzione di appena lo 0,2% mi pare ragionevole"

Moscovici: "Ragionevole la richiesta di correzione dei conti fatta all'Italia"

"Le miei discussioni con Padoan sono sempre costruttive e franche - dice il commissario Ue agli Affari Economici, Pierre Moscovici -. È sempre una buona occasione di confronto. Non c’è da preoccuparsi". Il commissario Ue ha risposto in questo modo a chi gli chiedeva dell’incontro di domani con il ministro italiano in merito alla richiesta di chiarimenti inviata dalla Commissione Ue sul debito italiano. "L’Italia non è l’unico caso - ha tenuto a precisare Moscovici - è anche il caso della Francia, Spagna, il Portogallo".

"Correzione chiesta all'Italia è ragionevole"

Padoan ha ricevuto una lettera dell’Ue in cui si invita l’Italia a un consolidamento pari allo 0,2% del Pil nel 2017 al fine di rispettare il percorso di conseguimento dell’obiettivo di riduzione del rapporto tra debito pubblico e Pil. Una lettera firmata dal vicepresidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis e dal commissario per gli affari economici e monetari, la fiscalità e l’unione doganale Moscovici. "La deviazione iniziale (rispetto agli obiettivi presi dall’Italia) era molto più grande - chiarisce Moscovici - chiedere una correzione di appena lo 0,2 per cento mi pare ragionevole".

L'Europa e i populismi

Per combattere i populismi "bisogna essere popolari" e l’Europa "è oggi vista come il prototipo di tutto quello che la gente non vuole". Moscovici lo ha detto a Davos a un panel che verteva su questo tema: "Aggiustare la disunione dell’Europa". Tra i relatori, oltre al commissario Ue il premio Nobel Joseph Stiglitz e la presidente dell’Eni, Emma Marcegaglia. "Rappresento l’unione e la disunione europea qui" ha detto Moscovici. "C’è un’irritazione culturale, economica. C’è un’ineguaglianza che sta crescendo. Bisogna affrontarla", ha aggiunto, ed ha sottolineato: "Dobbiamo essere più protettivi sui confini, sulla politica sociale, la gente non si sente sicura".

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