Ncd sparisce al Nord e si aggrappa alla sinistra

Alfaniani sconfitti, con le percentuali ottenute sarebbero fuori dal Parlamento. Quagliariello ironizza: "In Emilia siamo Asterix circondato dai romani"

Ncd sparisce al Nord e si aggrappa alla sinistra

Sgravi fiscali alle famiglie, «sussidiarietà», integrazione pubblico-privato. Sì, era davvero un bel programma quello di Alessandro Rondoni, 53 anni, il giornalista ciellino che aveva già due sconfitte sulle spalle, alle comunali di Forlì e alle europee di primavera, e che adesso voleva «costruire una nuova area politica» in Emilia Romagna. Peccato che l'abbiano votato solo in 33 mila, il 2,66 per cento del totale, e che sia stato superato pure da Sel. Un po' meglio è andata a Nico D'Ascola che in Calabria, «forte» dell'allenza di ferro tra Ncd e Udc, è arrivato al terzo posto e ha sfiorato il nove per cento. Tanto basta per far parlare a Renato Schifani di «splendido risultato» e far dire a Gaetano Quagliariello che «il Nuovo centrodestra gode di ottima salute». Ma in realtà, secondo gli osservatori, questa tornata ha dimostrato la crisi del partito di Alfano, avviato verso l'irrilevanza, schiacciato com'è dal Pd di Renzi da una parte e dalla Lega di Salvini dall'altra.

Brutte notizie a livello nazionale: in caso di elezioni anticipate, Ncd rischia di non entrare in Parlamento, anche se la quota di sbarramento dell'Italicum si dovesse alzare. Sarà per questo che Alfano ora si aggrappa al Patto del Nazareno: «Per noi è positivo che vada avanti, perché stabilizza la legislatura e le fa fare altre riforme». Quanto al futuro non resta che cercare di stringere qualche alleanza. Fabrizio Cicchitto la vede nera: «Il centrodestra? Auguriamoci che si voti nel 2018, perché se vota nella primavera del 2015 perderemmo di brutto».

Nemmeno Angelino Alfano appare un granché ottimista. «La sinistra - dice - si conferma in Emilia Romagna e conquista la Calabria, un elemento molto negativo in un quadro per noi positivo, con il risultato di Nico D'Ascola che ci dà grande soddisfazione e forza». Ma al tempo stesso la Calabria, aggiunge il segretario, «è la vera sconfitta, spero l'ultimo errore e l'ultimo disastro di un centrodestra che ha preteso di andare diviso».

Al Nord Ncd non tocca palla. «Noi in Emilia siamo Asterix circondato dai romani - spiega Quagliariello - Era scontato che in una regione così rossa, con una sinistra ideologica come un tempo, che andasse com'è andata». Meglio puntare sulla Calabria: «Abbiamo vinto una scommessa, in un contesto di regole non favorevoli, contro nemici vecchi e nuovi. Volevano ammazzare Ncd, Ncd è vivo»». Pure Schifani esulta: «Il tentativo di emarginarci è fallito. Questo eccellente traguardo di D'Ascola premia un progetto che al più presto troverà una cornice nazionale, chiamando all'appello i milioni di italiani che si ritrovano nei valori del popolarismo europeo».

Secondo Maurizio Lupi «siamo sulla strada giusta: il nostro compito non è di inseguire Salvini ma di decidere se l'alternativa a Renzi può essere il populismo oppure una linea seria e responsabile». Con a chi? Ovvio, con Forza Italia: «Vogliamo rimetterci insieme per offrire una nuova proposta». certo non sarà facile rincollare i cocci, soprattutto dopo l'avanzata della Lega. Per Nunzia De Girolamo «chi ha tentato di distruggere Ncd deve rifare i suoi conti, un centrodestra moderato è ancora possibile». Però, avverte, «se qualcuno pensa di costruire l'alternativa a Renzi con veti, presunzione di verità e continue e ingiustificate aggressioni personali, non andiamo sicuramente lontano».

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