Nel fiume per aiutare un suicida. Pompiere salvato dopo 16 km

Ha lottato con l'uomo che non voleva essere riportato a riva. Ritrovato in ipotermia dopo 5 ore dai colleghi

Nel fiume per aiutare un suicida. Pompiere  salvato dopo 16 km

Un vigile del fuoco rischia di morire per salvare un uomo che vuole farla finita. Tenta di salvarlo. Ma lui non vuole essere salvato, si dimena, lotta e alla fine la tragedia rischia di diventare enorme: il vigile del fuoco che si è gettato nell'Adige per portarlo in salvo viene trascinato via dalla corrente per sedici chilometri. Dopo cinque ore i suoi colleghi riescono a recuperarlo e trasportarlo d'urgenza in ospedale. E'in ipotermia ma fortunatamente si salva.

Accade a Verona lungo l' Adige. Sono da poco passate le nove e mezza di sera di domenica scorsa quando due poliziotti cercano inutilmente di fermare e soccorrere un uomo che vuole buttarsi e farla finita. Non ne vuol sapere assolutamente essere salvato. Così si butta nel fiume Adige da Ponte Pietra e si lascia trasportare dalla piena che le piogge hanno reso inquietante. Ma un vigile del fuoco, specializzato sommozzatore, interveine e si getta nel fiume per salvarlo, lo raggiunge e riesce ad agguantarlo per un braccio, afferra la presa, ma l'aspirante suicida non vuole farsi aiutare e lotta con tutte le sue forze per liberarsi. Tra i due è nasce anche una colluttazione. Il pompiere, Danilo Marino, questo il suo nome, più volte tenta di riportarlo a riva, anche rischiando di morire, e più volte finisce sott'acqua mentre cerca con tutte le sue forze di trascinarlo al sicuro, fino a quando la cima della corda di sicurezza che lo tiene attaccato a riva, tenuta dai suoi colleghi, si slega. Sembra la fine per tutti e due. Il pompiere perde la presa e viene trascinato via dalla corrente. Dell'uomo che voleva farla finita invece si perdono quasi subito le tracce. Il pompiere lotta, resiste. Sui perde nelle acque ma i suoi colleghi non interrompono le ricerche e lo ritrovano sedici chilometri più a valle, cinque ore dopo, alle due e un quarto di notte, ancora vivo grazie a quell'abbigliamento da sommozzatore che ha in dotazione. Un'attrezzatura che gli permette di galleggiare sulle acque del fiume e che lo protegge anche dal freddo dopo tante ore in acqua. Recuperato viene trasportato d'urgenza in ospedale di Borgo Trento di Verona dove è ricoverato per un principio di ipotermia. Ma fortunatamente migliora viene dimesso. Un intervento che la dice lunga sul coraggio di un uomo che ha rischiato la vita per cercare di salvare quella di una persona che aveva deciso invece di farla finita. E non era il solo a voler chiudere il conto. Sempre due giorni fa, circa due ore dal primo intervento, una seconda persona è caduta nel fiume Adige, anche questa forse per un gesto volontario. Si sarebbe gettata dal ponte di San Pancrazio. Ma nonostante l'intervento immediato di più squadre di vigili del fuoco che hanno operato a bordo di gommoni non è stato possibile recuperarla. Le ricerche delle due persone disperse sono continuate anche ieri con l'aiuto di droni e del nucleo sommozzatori dei vigili del fuoco. Ma senza esito.

Commenti