Nemmeno per le fiale c'è meritocrazia: alle regioni virtuose ne mancano migliaia

De Luca accusa: "Alla Campania 194mila in meno rispetto al dovuto". Ma anche Lombardia, Sicilia, Puglia e Veneto sono state sottorifornite

Nemmeno per le fiale c'è meritocrazia: alle regioni virtuose ne mancano migliaia

La campagna di vaccinazione aumenta il ritmo grazie alle nuove forniture e tra le regioni parte la corsa per inoculare più dosi possibili. Però i quantitativi di vaccino consegnati ai singoli territori, conteggiati sul numero effettivo dei residenti, non sempre premiano la capacità di organizzazione e con essa la velocità di somministrazione. Vale a dire che la macchina vaccinale può incepparsi per due opposte ragioni: se il numero di operatori è inferiore alle necessità del territorio le inoculazioni non avvengono a sufficienza e lasciano riserve in magazzino. Diversamente, se i vaccini mancano, gli operatori e di conseguenza i cittadini prenotati, rimangono senza antidoto. Fino a sabato scorso in tutta la penisola sono state consegnate esattamente 26.916.650, pari al 45,13% della popolazione totale. Verrebbe da dire che quello stesso 45,13 dovrebbe essere pari alla percentuale parziale omogenea regione per regione. E invece no. Dalle nostre elaborazioni sui numeri presenti nel report del ministero della Salute, il saldo registra delle differenze anche sostanziali. Regioni che hanno ricevuto più dosi pur vaccinando meno e altre che ne hanno ricevute meno pur rispettando tabelle di marcia esemplari. Una sperequazione che non è assolutamente comprensibile considerando che non si rapporta a un centinaio o massimo un migliaio di dosi. Macché. Si parla di numeri importanti che investono regioni con un'alta residenzialità che aspettano ulteriori scarichi di farmaci. In particolare Campania, Lombardia, Sicilia risultano svantaggiati rispetto a Lazio, Emilia Romagna e Piemonte per fare qualche nome. Infatti se si esamina il dato effettivo della Lombardia che su 4.525.527 dosi spettanti, ne ha ricevute 4.483.010 riporta un saldo negativo di 42.517 dosi, così la Campania che su 2.577.930 dovute ne ha ottenute solo 2.383.725, ovvero 194.205 in meno. Con il rischio di chiudere nelle prossime ore due centri vaccinali. Anche la Provincia autonoma di Trento ne ha ricevute 6 mila circa in meno. Così la Sicilia ne attende ulteriori 103 mila, la Puglia altre 60 mila, il Veneto è in passivo di 10 mila, e la Sardegna di 8 mila. Contestuale il numero maggiore ripartito a Lazio (57.332 in più del previsto), Piemonte (101.258 ), Emilia (93.422 ), Liguria (75.535) Friuli (27.262) Toscana (26.786 ), la Provincia di Bolzano addirittura 21 mila in più, Abruzzo e Molise a pari merito con oltre 14 mila dosi in più, Basilicata (8.398 ) Umbria (7.533), Valle d'Aosta (2.981). Qualora nelle prossime settimane si riuscisse a ripristinare una sorta di equilibrio tra consegne di farmaci e vaccinazioni in tutte le venti realtà regionali e, al contempo si riuscisse a marciare con il medesimo ritmo si arriverebbe presto a ottenere un risultato ottimale al passo con i Paesi europei più solerti. Le disparità infatti dovrebbero essere recuperate anticipatamente rispetto all'apertura delle prossima, incipiente, stagione turistica in modo da incentivare i visitatori, soprattutto esteri. Lo stesso certificato vaccinale, che il governo si appresta a licenziare e che dovrà rispondere a requisiti omologhi a quelli dell'Ue, sarà di certo sostenuto da più efficaci garanzie qualora la percentuale dei vaccinati sarà omogenea da nord a sud.

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