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"Noi vittime di malagiustizia per il Sì"

La replica a Gratteri insieme a Forza Italia: "Il carcere da innocenti rovina la vita"

"Noi vittime di malagiustizia per il Sì"
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"Vorrei offrire un caffè al procuratore Gratteri e spiegargli quanto sia dolorosa una carcerazione ingiusta, lui che parla con leggerezza di inquisiti, indagati, imputati che voteranno Sì al referendum". Antonio Lattanzi, 83 giorni nel carcere di Teramo, arrestato e rilasciato 4 volte in 3 mesi, poi assolto, alla presentazione a Montecitorio del Comitato di cittadini per il Sì "La voce degli Innocenti", costituito da vittime di malagiustizia, di cui è vicepresidente. Sempre al procuratore di Napoli dice: "Molti arrestati, anche nelle sue retate, poi vengono scarcerati perché innocenti".

Nella sala stampa a iniziare è il responsabile giustizia di Fi, Enrico Costa e anche lui ha un messaggio per Gratteri. "Questa riforma della giustizia incide su persone in carcere ed ossa, su vite distrutte. Lo dico a Gratteri, che distingue tra persone per bene e indagati, perché la maggior parte sono persone per bene". Costa ricorda il giovane sindaco dem calabrese Gianluca Callipo, arrestato su ordine proprio di Gratteri e per 7 mesi in custodia cautelare. "Lo Stato dovrebbe chiedere scusa. Non sono effetti collaterali fisiologici quei 32 mila dal 92 ad oggi risarciti per ingiuste detenzioni".

Altre vittime raccontano le loro storie, accanto a Francesca Scopelliti, compagna di Enzo Tortora e presidente del Comitato Cittadini per il si'. Angelo Massaro, 21 anni in carcere per omicidio, condannato 3 volte prima dell'assoluzione nel processo di revisione. "Il giudice con noi non è stato terzo come dovrebbe essere, per questo vogliamo la riforma". È Massaro il presidente del nuovo Comitato per la separazione delle carriere. Il vice è Marco Sorbara, consigliere regionale in Valle D'Aosta accusato di fare affari con la Ndrangheta, 909 giorni in custodia cautelare. "L'idea di mobilitarci - racconta Lattanzi - è nata in una chiacchierata tra me, Massaro e Sorbara, in uno degli incontri in scuole, università, tribunali, dove raccontiamo la malagiustizia. Abbiamo pensato che avevamo il diritto, anzi il dovere, di farci sentire". Lattanzi era assessore ai Lavori pubblici al comune di Martinsicuro, provincia di Teramo e non si dà pace perché nessuno ha pagato per quello che ha dovuto subire. "Lo stesso gip ha firmato 4 ordini di arresto. Il tribunale del riesame li annullava e lui e il pm insistevano, dando credito alle accuse di un architetto del comune che avevo denunciato per aver falsificato una delibera, poi arrestato mentre incassava una mazzetta. Il pm non gli credette e chiese l'archiviazione, ma l'indagine passò ad una collega che decise l'arresto. Assolto in primo grado, in secondo ho rifiutato la prescrizione per un'altra assoluzione. Il risarcimento? 55 mila euro". Oggi, racconta, la pm è stata "premiata" alla Corte dei conti di Venezia, il collega alla corte d'Appello dell'Aquila e il gip alla Corte dei conti.

Altre storie le raccontano Mario Tirozzi, 655 giorni in carcere e 137 agli arresti domiciliari da innocente, l'ex sindaco di Rosarno Giuseppe Idà, accusato di scambio elettorale politico-mafioso e assolto dopo 3 anni, il manager Bruno Lago, detenuto per 10 giorni.

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