"Non capisce un c...". Travaglio insulta Draghi (e Speranza non dice nulla)

Il direttore del Fatto alla festa di Articolo uno, il partito del ministro: "Draghi è un figlio di papà". Ma il premier ha perso il padre a 15 anni. Speranza (solo dopo le polemiche): "Uscita infelice"

"Non capisce un c...". Travaglio insulta Draghi (e Speranza non dice nulla)

Prima le offese, poi la polemica e infine il chiarimento. Roberto Speranza alla fine è uscito allo scoperto e ha preso le distanze dalle parole di Marco Travaglio che ieri, durante la festa di Articolo uno, ha rilasciato dichiarazioni al veleno contro Mario Draghi. Da giorni Il Fatto Quotidiano ha preso di mira sia il premier sia la Guardasigilli Marta Cartabia, riservando feroci critiche al compromesso raggiunto con le forze politiche di maggioranza sulla riforma della giustizia. E si è passati pure agli insulti personali nei confronti del presidente del Consiglio, con tanto di applausi e risate.

C'è ancora chi ha nostalgia dell'era targata Giuseppe Conte e giudica uno sfacelo l'esperienza di quello che potrebbe essere definito il governo di unità nazionale attualmente in carica. È il caso proprio di Travaglio, che sulle colonne del giornale di cui è direttore non ha fatto mancare pesanti considerazioni sulla questione della giustizia che sta attanagliando l'esecutivo. Il Fatto è addirittura arrivato a definire la riforma un "salvaladri", mettendo in prima pagina titoloni contro il presidente del Consiglio e il ministro della Giustizia (raffigurato anche con il cappello da somaro con le orecchie d'asino e il naso lungo come Pinocchio).

Travaglio insulta Draghi

Ma non è finita qui. Evidentemente Travaglio ci ha preso gusto ed è passato nuovamente all'attacco. Il direttore, ospite della festa di Articolo uno, ha rivolto parole durissime verso il capo del governo. "Draghi è un figlio di papà...", è stata la sua considerazione. Un modo di dire spesso usato riferendosi a una persona cresciuta negli agi familiari senza aver fatto nulla per guadagnarsi la bella vita. L'ha detto senza forse conoscere la storia e l'esperienza drammatica del premier, che a soli 15 anni ha perso il padre e sempre in giovanissima età ha dovuto fare i conti con la scomparsa della madre. Una disgrazia giovanile che inevitabilmente gli cambiò la vita.

C'è poi altro. Il giornalista ha definito il curriculum di Draghi "ambulante" e, non contento, ha aggiunto: "È uno che, visto che ha fatto bene il banchiere europeo, ci hanno raccontato che quindi è competente anche in materia di sanità, di giustizia di vaccini ecc. Mentre, mi spiace dirlo, non capisce un c... né di giustizia, né di sociale, né di sanità".

Il caso diventa politico

Cosa c'è di strano? Per quale motivo mai il caso dovrebbe diventare politico? Non si tratta semplicemente di un'opinione personale (legittima) di Travaglio? Certamente, ma va segnalato che le sue parole sono state accompagnate da risate e applausi dalla platea presente alla festa di Articolo uno. Il cui segretario nazionale è Roberto Speranza, nonché ministro della Salute e dunque esponente di spicco del governo guidato da Mario Draghi. Il ministro è intervenuto in seguito al discorso di Travaglio ma inizialmente non si è dissociato dalle sue tesi. Un silenzio prolungato anche nelle ore successive, interrotto solo dopo le polemiche scaturite. "L'uscita di Marco Travaglio su Mario Draghi è infelice e non rappresenta certo il punto di vista di Articolo uno che sostiene convintamente la sua azione di governo", ha chiarito il segretario di Articolo uno.

In un primo momento non c'era stata alcuna presa di posizione da parte di Speranza. Sui social c'è chi ha invocato addirittura le dimissioni: "Visto che Articolo uno applaude alle fesserie di Travaglio, sarebbe meglio che Speranza desse le dimissioni"; "Visto che si sa cosa pensa Travaglio, che il pubblico applaudiva e l'intervistatrice non ha obiettato, aspetto le dimissioni domani mattina del ministro Speranza"; "Nella mia vita non ho mai conosciuta una persona più cattiva di Travaglio e Speranza domani deve dare le dimissioni".

"Speranza prenda le distanze"

In mattinata erano arrivate puntuali le prime reazioni politiche. A parlare è stata Alessia Morani, deputata del Partito democratico: "Queste affermazioni vergognose sono inaccettabili. Inaccettabili". Le ha fatto eco Davide Faraone, capogruppo di Italia Viva al Senato: "Le scuse di Travaglio non arriveranno mai, ma una cosa è leggere le volgarità sul suo giornale, che è già dura prova di resistenza umana, altra cosa è ascoltare queste parole dal palco di un partito che sta al governo proprio con Draghi e ciò è francamente inaccettabile. Per non dire disgustoso. Forse le scuse dovrebbero arrivare proprio da chi siede accanto al presidente del Consiglio". Sulla stessa linea il deputato renziano Michele Anzaldi: "Dopo i vergognosi insulti di Travaglio alla festa di Leu al presidente Draghi, mi auguro che il leader del partito e ministro di primo piano Speranza prenda pubblicamente le distanze. Nessuno, a maggior ragione il premier, merita un simile trattamento di odio".

Su Facebook Matteo Renzi ha voluto esprimere "solidarietà" al presidente Draghi per le parole "offensive e deliranti di Marco Travaglio" che "dimostrano come il direttore de Il Fatto Quotidiano sia semplicemente un uomo vergognoso". Su Twitter è intervenuto anche Ettore Rosato, presidente di Italia Viva: "Quando pensi che Marco Travaglio abbia già toccato il fondo da un pezzo, ma lui ti dimostra, alla festa di Articolo uno, che sa fare di peggio…". Pure Carlo Calenda, leader di Azione, ha tenuto a dire la sua: "Draghi 'non capisce un cazzo'. Da Togliatti-Gramsci-Berlinguer a Grillo-Travaglio. La tristissima fine dei post tutto D'Alema e Bersani. Rivendicavano le liberalizzazioni e i rapporti preferenziali con Condoleezza Rice, oggi alfieri di Arcuri e della Cina. Ps: bella platea".

La replica di Travaglio

Sulla questione è intervenuto lo stesso Travaglio che, contattato dall'Adnkronos, ha così replicato alle critiche e alla polemica sollevata dopo la sua uscita dal palco di Articolo uno: "Non me ne frega niente. Come diceva Arthur Bloch, non discutere mai con un idiota: la gente potrebbe non notare la differenza...".

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