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Nordio querela Berlinguer ."Falsità contro di me"

Il ministro fa causa anche a Mediaset: "Ranucci si è scusato, lei non l'ha fatto. Darò i soldi in beneficenza"

Nordio querela Berlinguer ."Falsità contro di me"
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Cartabianca per una causa civile. Fonti vicine a Via Arenula anticipano ai giornalisti - a margine di un incontro sull'equo compenso - che il ministro Carlo Nordio ha deciso di fare causa a Bianca Berlinguer e Mediaset, perché non ci sta a passare per uno che andava al ranch di Nicole Minetti e Giuseppe Cipriani a sponsorizzare una richiesta di grazia durante una missione ufficiale. C'è una bella differenza tra la "libertà d'opinione" dietro cui si è nascosta l'altra sera l'ex zarina del Tg3 e la libertà di dire bugie come invece ha ammesso Sigfrido Ranucci - ("Mi cospargo il capo di cenere") che infatti si è scusato.

Appena finito lo sproloquio autodifensivo della Berlinguer Nordio ha deciso il grande passo. Ieri mattina c'è stata la prima di una serie di riunioni. In serata è stato diffuso un comunicato molto duro: "Ho dato mandato all'avvocato Giulio Micioni per avviare azione risarcitoria in sede civile nei confronti della Berlinguer e di Mediaset". Non è escluso che se la giornalista decidesse di recitare il mea culpa la causa potrebbe essere ritirata. Secondo il Guardasigilli, nella puntata del 28 aprile di È sempre Cartabianca sono state date "notizie e dichiarazioni (per le quali si è resa necessaria la smentita in diretta dello stesso ministro) considerate lesive dell'immagine dell'uomo e della istituzione che rappresenta". In caso di vittoria della causa civile, "l'eventuale somma risarcita verrà interamente devoluta in beneficenza a una istituzione a tutela dei minori", conclude la nota del ministero. "Condividiamo la scelta, basta diffamazioni", è la nota di Fdi.

Chi era con lui sia il 28 aprile sia l'altra sera riferisce di un ministro prima furibondo, poi indispettito e infine deluso. Dopo aver annunciato di avere "perdonato" Ranucci ("Nonostante tutto è stato corretto", avrebbe confidato ai suoi dopo che il conduttore aveva formalmente chiesto scusa) il titolare di Via Arenula aveva fatto capire che avrebbe aspettato un segnale anche dalla Berlinguer. La quale, fanno notare fonti del ministero, durante l'intervento di Ranucci offensivo nei confronti di Nordio, non solo non si era dissociata e non aveva neanche preso le distanze (anzi, sottolineando la portata della notizia), ma non aveva neppure invitato Nordio a dire la sua. "Da Ranucci solo ipotesi a cui il ministro ha potuto replicare, senza filtri o censure preventive, gli ospiti si assumono la responsabilità delle loro dichiarazioni", è stata l'autodifesa della Berlinguer. Con una chiosa al veleno: "La trasmissione e il suo editore sono liberi e consentono a tutti di esprimere le proprie opinioni".

Sappiamo che il Guardasigilli lunedì aveva discusso con Mediaset, alla quale avrebbe confidato che si sarebbe accontentato di una frase della Berlinguer, in diretta, e di una piccola donazione dell'azienda a qualche ente di assistenza ai bambini. Fonti di Cologno riferiscono che l'azienda avrebbe esercitato una sorta di moral suasion sulla giornalista, strappandole l'ok alla lettura di un testo "riparatorio" ma non concordato con l'editore. Martedì sera invece la Berlinguer - difesa neanche a dirlo da Pd e M5s che parlano di "segnale allarmante per chi fa informazione" - ha rivendicato la sua assoluta correttezza.

"Diffama Nordio facendo sponda a Ranucci, non chiede scusa e si vanta di lavorare in una tv liberale - tuona Maurizio Gasparri di Forza Italia - una concezione dell'informazione tipica di una comunista. Che tristezza. Che miseria umana. Che vergogna".

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