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La nube triste e cinica avvolge i cantoni svizzeri

Il "familismo amorale" è migrato oltre le Alpi per eccesso di localismo

La nube triste e cinica avvolge i cantoni svizzeri
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Italia batte Svizzera 6 a 0. Come diceva Churchill é nei momenti delle tragedie che si vede lo spirito di una nazione. È esattamente quello che sta accadendo. Ebbene, la Svizzera ha fatto un flop unico e grave davanti agli occhi del mondo.

L'Italia invece, pur fatta di un popolo per certi versi troppo dedito all'autoflagellazione, rispetto alla tragica tragedia di Crans, ha dato il meglio di sé. Si sta rivelando una partita fra una nazione fondata sul denaro e sulle cassaforti e una nazione fondata sull'orgoglio e sull'umanità per come hanno reagito alla tragedia le istituzioni italiane.

Lì, intorno al grande campo da golf per ricchi di Crans le istituzioni locali, la magistratura e anche le istituzioni nazionali svizzere si sono rinchiuse a mo di cassaforte rispetto al dolore di tante famiglie svizzere, francesi e italiane. Lasciando uscire dalla cassaforte solo quel penoso obolo di duecento mila euro fornite da anonimo svizzero rispetto alle gravi responsabilità per una tragedia che esponeva Crans e la Svizzera agli occhi del mondo, davanti al dolore di tante famiglie.

Le famiglie delle giovani vittime italiane hanno trovato infatti il pieno conforto operativo e concreto delle nostre istituzioni e la sentita solidarietà di un paese intero.

Non solo con atti ad alto valore simbolico come la messa solenne con la partecipazione dei familiari delle vittime e di tutte le autorità politico istituzionali italiane a Roma. Ma anche tramite la vicinanza operativa in loco del vice presidente del consiglio Tajani, con l'azione dell'ottimo ambasciatore italiano in Svizzera e soprattutto, sul piano operativo con il vero coinvolgimento, deciso dalla presidente Meloni, dell'Avvocatura Generale dello Stato italiana a supporto dell'azione legale dei familiari delle vittime. Ma c'è un dato giuridico istituzionale che merita di essere ben evidenziato che emerge da tutto questo.

Il flop della Svizzera di Crans, di quel piccolo endroit e di quello strano cantone è un flop del localismo su cui si basa il modello istituzionale svizzero in precedenza tanto decantato, quasi un ideale da esportare in ogni angolo del mondo, in particolare oltre le Alpi.

Riflettano bene anche gli italici fautori di federalismi e localismi troppo spinti in avanti.

In tragedie di questo genere in Italia intervengono istituzioni e amministrazioni, compresa quella dei vigili del fuoco, del Ministero degli Interni e di altri soggetti istituzionali a rilevanza nazionale.

In Svizzera invece per il modello federalistico e localistico spinto sostanzialmente tutto è affidato ai poteri locali.

Su quel proscenio infatti sostanzialmente le istituzioni nazionali svizzere non si sono viste, e la magistratura locale non ha dato certo buona prova di se.

Ebbene, per essere un po' brutali, l'Italia e il paese in cui oltre cinquant'anni fa un equipe di Harvard elaborò e studiò (nel mezzogiorno) il modello del familismo amorale, anche nella versione del "familismo amorale degenerativo". (Banfield).

Ora questo tipo di "familismo amorale" invece lo ritroviamo nella tanto decantata Svizzera dei cantoni: troppi amici degli amici, troppo amichettismo, troppo familismo sembrano aver condizionato la reazione sia di certa magistratura che di sindaci, che di altri soggetti amministrativi locali.

In modo tale che gli effetti deteriori di

certo familismo amichettistico li troviamo proprio lì, tra un bellissimo campo da golf e le splendide piste da sci, ville e palazzetti per ricchi e molti, davvero molti, dilettanti.

Un punto su cui vale la pena riflettere.

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