Ora spunta anche la droga nella notte brava di Grillo jr.

L'amica di S. racconta: "Ci hanno offerto marijuana". E gli indagati chiedono di essere ascoltati di nuovo

Ora spunta anche la droga nella notte brava di Grillo jr.

Spunta la droga, dopo l'alcol, nella serata in Sardegna che è costata a Ciro Grillo e ai suoi tre amici Edoardo Capitta, Francesco Corsiglia e Vittorio Lauria l'accusa di stupro. Dopo la denuncia di S.J., la ragazza che denunciò di essere stata violentata dai quattro ragazzi la sera tra 17 e 18 luglio 2019, a evocare gli stupefacenti è R., l'amica di S., anche lei ospite nella villa di Grillo quella notte, che si addormentò sul divano dopo la spaghettata organizzata al rientro dalla serata al Billionaire. Il suo verbale, rivelato ieri dalla Stampa, fa emergere che pure lei ha dei ricordi della nottata, nel corso della quale, va sottolineato, sarebbe a sua volta stata oggetto di abusi sessuali in quanto tre degli indagati tranne Corsiglia si sarebbero fotografati avvicinando i genitali alla ragazza che stava dormendo, e quegli scatti sono poi finiti nel fascicolo d'indagine.

Nel verbale la ragazza sembra contraddire alcuni dei punti fermi sostenuti dalla difesa, spiegando per esempio che una volta arrivati a casa Grillo, all'alba, «ci hanno offerto alcolici ma non abbiamo accettato». Né lei né S., quindi. Anche se quest'ultima stando a quanto raccontato da Vittorio Lauria a Non è l'Arena avrebbe «sfidato» i ragazzi a finire la bottiglia di vodka, bevendosela tutta e da sola. Ma soprattutto R. racconta anche che «quando eravamo a casa» i quattro ragazzi «ci proponevano di fumare marijuana», chiedendosi «l'un l'altro dove l'avessero messa». Va detto che R. sostiene che né lei né S. abbiano nell'occasione fatto uso di droghe.

L'altra novità è che R. spiega agli inquirenti di non aver trascorso tutto il tempo a dormire, mentre si consumavano le presunte violenze sulla sua amica. Dice di essersi svegliata almeno tre volte. Una prima perché Ciro Grillo urlava, lamentandosi furioso che un suo amico, e non lui, stesse facendo sesso con S.: «Diceva: "Me la sono portata a casa perché me la volevo s*** e invece lo sta facendo lui"», racconta R., che spiega come lo stesso Ciro Grillo l'abbia poi svegliata chiedendole «se volessi andare in camera con lui», offerta declinata. Infine, la ragazza ricorda ancora di essersi svegliata e aver trovato la sua amica «accovacciata accanto a me, in accappatoio e piangeva». E quando R. le chiese che cosa sia successo, «non rispondeva». In quell'occasione, spiega ancora R. a verbale, «è arrivato uno dei ragazzi, chiedeva se era tutto a posto e lei gli volgeva le spalle... si è allontanata». L'ultimo episodio, secondo R, sarebbe avvenuto intorno alle 8.30, ossia circa due ore dopo che aveva deciso di mettersi a dormire sul divano. A quel punto R. si riaddormenta, e racconta di essersi risvegliata solo tra le 12.30 e le 13, andando subito a cercare l'amica. «Era in un letto singolo racconta ai magistrati nuda, confusa, aveva tutto il trucco colato... si guardava intorno come se non riuscisse a capire dove fosse». Era evidentemente confusa. Una cosa, però, S. la ricordava. «Ha detto prosegue l'amica nel racconto mi hanno violentata tutti».

Nei giorni successivi l'amica e S non parlano praticamente più dell'episodio, anche perché la presunta vittima era «evasiva e turbata». Finché, rientrate a Milano, il primo agosto successivo, S. la incontra e le racconta di aver detto tutto alla madre, e che «stava prendendo provvedimenti». Una testimonianza sicuramente non concorde con la versione dei quattro indagati. Che, a quanto pare, nei prossimi giorni potrebbero chiedere di essere nuovamente interrogati.

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