Ora Zingaretti ricicla pure Livia Turco

Nicola Zingaretti ha nominato l'ex ministro della Salute, Livia Turco, presidente dell'Azienda di Servizi alla Persona "Istituto Romano di San Michele"

Ora Zingaretti ricicla pure Livia Turco

Livia Turco, ex ministro nei governi ulivisti della Seconda Repubblica, rientra in politica dalla porta secondaria. Il governatore del Lazio Nicola Zingaretti l'ha nominata presidente dell'Azienda di Servizi alla Persona "Istituto Romano di San Michele".

"Zingaretti premia i soliti noti. Anziché puntare su figure professionali nuove, e nel Lazio ce ne sono tante, il governatore preferisce nominare una sua vecchia conoscenza. Lo aveva già fatto con la nomina di Gasbarra alla presidenza dell'Isma e ora si ripete con Livia Turco", attacca il consigliere regionale di FdI Massimiliano Maselli che, pur non mettendo in discussione l'esperienza dell'ex ministro della Salute, si chiede: "Ma Zingaretti non era quello che sosteneva la necessità di aprire a volti ed energie nuove? È la nomina di Livia Turco il nuovo che avanza alla Regione Lazio? Un ex parlamentare ed ex ministro aveva proprio bisogno di un simile incarico?". Anche Chiara Colosimo, presidente della Commissione Trasparenza della Regione Lazio, contesta le nomine di alcuni dirigenti esterni. Il 24 settembre scorso, ad esempio, Paolo Weber è stato scelto come direttore dell'Agenzia Regionale "Spazio Lavoro". Poichè in Regione non c'era nessun dirigente idoneo a ricoprire tale ruolo, la giunta Zingaretti ha dovuro scegliere, con una regolare procedura di selezione, una figura esterna all'amministrazione.

La nomina di Luigi Ferdinando Nazzaro a direttore della Direzione regionale "Affari Istituzionali e Personale", ricorda Il Tempo, è stata oggetto di un'interrogazione promossa dalla stessa Chiara Colosimo. Nazzaro, da dipendente a tempo indeterminato del Comune di Roma con categoria giuridica D1- in Regione, nel 2013 ottiene l'incarico fiduciario di responsabile di segreteria dall'ex assessore Fabio Refrigeri finché nel 2014 viene nominato responsabile del Cerimoniale. Nel 2015, invece, Zingaretti lo nomina vicesegretario della Giunta su richiesta del segretario Gagliani Caputo. Un incarico che lascia nell'attuale legislatura per, poi, riassumere dopo breve tempo con un'indennità da 45mila euro finché il 26 maggio 2019 diventa finalmente segretario con uno stipendio da 90mila euro annui. Un trattamento economico che sale fino a 120mila euro nel febbraio 2020 "in considerazione della rilevanza e complessità delle attività da espletare, nonché della comprovata professionalità". Un aumento che, secondo la Colosimo "in piena emergenza coronavirus è difficile da giustificare visto che il precedente contratto era stato sottoscritto solo un anno prima".

Il 15 luglio 2021, infine, viene pubblicato il bando per ricercare all'interno dei dirigenti di ruolo della Giunta regionale, il nuovo direttore della Direzione Affari istituzionali e Personale. Vi partecipano dieci dirigenti interni che, però, non vengono ritenuti idonei. Si procede, dunque, a una selezione per la ricerca di professionalità esterna e Nazzaro batte la concorrenza di altri 17 pretendenti, ottenendo così l'incarico da oltre 155mila euro. Nella sua interrogazione, la Colosimo chiede di sapere da Zingaretti come mai a fronte di tanti dirigenti interni è stato scelto una persona che, fino a quel momento, aveva ottenuto solo incarichi fiduciari e che non era in possesso della qualifica di dirigente, in quanto inquadrato a Roma Capitale come D1. L'esponente di Fratelli d'Italia chiede anche conto dei motivi dei vari aumenti di stipendio che si sono succeduti negli anni, in particolare quello assegnato durante la pandemia.

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