Ordinanza anti accattonaggio: stretta contro il degrado a Como

Mendicanti multati e merci abusive sequestrate. Il plauso della Regione: "Altri Comuni seguano l'esempio". Pd e associazioni attaccano

Ordinanza anti accattonaggio: stretta contro il degrado a Como

"Un'ordinanza che mi trova assolutamente d'accordo e che, finalmente, riporta ordine a Como, una città che negli ultimi mesi ha visto un'immigrazione incontrollata e bivacchi ovunque". L'assessore regionale alla Sicurezza, Simona Bordonali, plaude al provvedimento del sindaco Mario Landriscina volto a contrastare l'accattonaggio e il degrado nel centro storico lariano. L'ordinanza ha sollevato le polemiche della sinistra. Il primo cittadino è irremovibile. "Non la ritirerò - ha messo in chiaro - sono un uomo libero, anche di sbagliare, ma ho un'etica a cui non rinuncio. Non devo fare carriera, per cui se la città me lo chiede io mi dimetto".

Il Comune di Como ha deciso di combattere il degrado. E così è iniziata la stretta ai bivacchi, ai venditori abusivi e ai senzatetto. Trattandosi di un'ordinanza, non può che essere provvisoria. La Bordonali si augura, tuttavia, che venga inserita nel regolamento di polizia locale affinché diventi una misura definitiva. Non solo. Chiederà anche ad altri sindaci del territorio di attuarla perché, "soprattutto nel periodo natalizio, serve sicurezza a chi vuol vivere le città". Dunque, "massimo sostegno" dalla Regione Lombardia al sindaco Landriscina e al vice sindaco Alessandra Locatelli che stanno attuando le misure necessarie per garantire aiuto e supporto sul territorio ai clochard. "Vanno aiutati - fa notare la Bordonali - nei luoghi opportuni dove queste persone devono essere assistite".

Nei primi giorni di applicazione, stando ai dati forniti dal Comune a Republica, sono state fatte"dieci multe, sei sequestri di cartoni e di cappelli con i quali i questuanti chiedevano l'elemosina in maniera molesta e altri diciassette sequestri di merce abusiva relativa a giocattoli di varia natura per un totale di 388 pezzi". A schierarsi contro, però, ci sono la sinistra e il mondo delle associazioni. Luca Gaffuri, consigliere regionale del Pd, ha accusato Landriscina di "insensibilità". "Non tocchiamo i veri poveri - ha tuonato - e chi fa volontariato per dare loro una mano". Sulla stessa linea anche Amnesty e la Caritas che sono tornate ad accusare i vigili di aver allontanato i volontari che stavano portando latte caldo e biscotto ai senzatetto. "È nato un malinteso per difficoltà comunicativa o pregiudizi di fondo - ha spiegato il comandante della polizia locale Donatello Ghezzo - il vigile non ha vietato l'attività né ha minacciato multe ma ha fatto presente che c'era un divieto di bivacco e che sarebbe stato opportuno farlo altrove. A quel il punto volontario ha desistito".

La polemica viene cavalcata dalla sinistra. In realtà l'ordinanza adottata a Como si rifà a quelle di altre città italiane. "È stata redatta sulla base del decreto Minniti - ha spiegato Landriscina - e ha recepito una quantità infinita di segnalazioni dei cittadini".

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