Orlando: "Stato finanzia aziende? Sì a posto nei Cda". Poi la smentita

Il vicesegretario del Pd propone l’ingresso dello Stato nei Cda delle società finanziate dallo stesso. No di Zingaretti, Calenda e Renzi: le polemiche e la smentita

Orlando: "Stato finanzia aziende? Sì a posto nei Cda". Poi la smentita

"Se lo Stato finanzia le aziende allora deve avere un posto nei consigli di amministrazione delle stesse". La proposta di Andrea Orlando, lanciata in occasione di un’intervista a La Stampa, non è certo passata inosservata e anzi era difficile che potesse finire nel dimenticatoio. L’idea del vicesegretario del Partito Democratico ha scatenato un’ondata di polemiche che ha poi portato il diretto interessato a smentire sostanzialmente il titolo virgolettato che il quotidiano di Torino oggi in edicola ha dato alla chiacchierata (che è appunto "Se lo Stato finanzia le aziende deve avere un posto nei Cda").

Spieghiamo. Nell’intervista incriminata, l’ex ministro della Giustizia ha dichiarato: "Il capitale delle imprese non deve essere partecipato dallo Stato per corrispondere ad un astratto modello ideologico. Il tema è valutare se lo Stato debba entrare per un determinato periodo, in modo da garantire che l'impresa mantenga gli impegni assunti nel momento in cui riceve finanziamenti a fondo perduto da parte dello Stato. Nessuno ha proposto che lo Stato entri nella governance delle imprese, né che si proceda a nazionalizzazioni". A tal proposito, il dem ed ex Guardasigilli ha aggiunto che "si tratta di esperienze che si stanno facendo in un Paese come la Germania e che si stanno sperimentando in regioni governate dal centro-destra. In un Paese che ha una storica sottocapitalizzazione delle imprese come l'Italia e nel quale la crisi obbligherà a ricapitalizzazioni si tratta di fornire finanziamenti con alcune garanzie". Ecco, per quanto concerne queste "garanzie", Orlando fa un esempio: "Tipo che si mantenga la presenza sul territorio nazionale, che non si delocalizzi, che non si riduca la manodopera, che siano realizzati interventi che vadano nella direzione della sostenibilità".

La polemica su Orlando

A stretto giro la replica piccata di Matteo Renzi. Il fondatore e leader di Italia Viva si è scagliato contro l’ex compagno di partito con un duro post sui social per condannare la proposta, etichettandola come "sovietizzazione dell’Italia". Ecco il pensiero dell’ex rottamatore: "In tempi di crisi in tutto il mondo gli Stati danno soldi alle imprese per ripartire: prestiti o contributi a fondo perduto. Solo in Italia qualcuno chiede che lo Stato in cambio abbia posti in Consiglio d'Amministrazione. Noi siamo contrari. Sovietizzare l'Italia? No grazie".

Anche il segretario piddì Nicola Zingaretti ha commentato l’intervista di Orlando, cercando di metterci una pezza. Il governatore del Lazio ha infatti dichiarato: "In due manovre c'è una massa finanziaria di 80 miliardi di euro, che ne muoverà centinaia, a favore dell'economia. Tra i pilastri c'è il sostegno alle imprese, non per governarle o, peggio, statalizzarle. Queste sono balle, nessuno ci ha mai pensato".

Dunque, l'affondo di Carlo Calenda, che su Twitter ha incalzato il numero due del Pd: "Dunque, tralasciando la correttezza della proposta, vediamo applicabilità. Voi nominate un membro del Cda in migliaia di imprese dei più svariati settori e dimensioni? Migliaia di politici trombati che di impresa non capiscono nulla? Ma la fate finita?". All'affondo è seguita la stizzita risposta del diretto interessato al leade di Azione: "Se leggessi l'intervista Carlo...Mai parlato di nomine nei cda. 'Lo stato non deve entrare nella governance delle aziende'. Testualmente". Ma la querelle non si placa e anzi l'europarlamentare torna alla carica: "E dunque Andrea? Aggiungo, se volevate mettere condizioni al finanziamento avreste dovuto farlo immediatamente. Non lo avete fatto quindi di che parliamo? Perché non vi concentrate nel far funzionare gli strumenti invece di inventarvi robe astruse". E allora Orlando replica ancora: "Ma se ancora non è uscito il dl? Di cosa parli?".

La smentita di Orlando e Pd

E allora che succede? Che il Partito Democratico, con una nota dell’ufficio stampa, è stato costretto a "smentire" il titolo dell’intervista a Orlando. "Il titolo dell'intervista del quotidiano La Stampa ad Andrea Orlando 'Se lo Stato finanzia le aziende deve avere un posto nei Cda' è totalmente privo di fondamento come risulta evidente dalle stesse dichiarazioni del vicesegretario Pd riportate fedelmente dal quotidiano nell'intervista". Il caso, però, rimane aperto...

Commenti