L'anniversario della scomparsa di Silvio Berlusconi, tre anni oggi, è per me personalmente, e per tutta la comunità di Forza Italia, innanzitutto un giorno di mestizia e di dolore. Di Berlusconi ci manca tutto: le intuizioni politiche, la guida saggia e illuminata, ma soprattutto l'umanità profonda. Chi come me ha avuto il privilegio di lavorare con lui dal 1994, ma anche tutti i militanti che non lo hanno mai incontrato se non nei convegni e nelle manifestazioni, lo sentiva non solo come un leader, ma come un amico, un punto di riferimento, oserei dire come un padre. Per questo il vuoto che ha lasciato è davvero incolmabile.
Io ho il privilegio di guidare oggi Forza Italia, ma non mi sono mai voluto considerare il suo successore. Ho fatto modificare lo Statuto per assumere la carica di segretario politico, non quella di presidente, perché il nostro Presidente sarà sempre lui. Però voglio sottolineare una cosa: il rimpianto è un sentimento umano. Ma noi non vogliamo "commemorare" Silvio Berlusconi. Vogliamo andare avanti sulla base delle sue idee e dei valori che ha indicato, e del progetto politico che ha costruito. Stare fermi solo a ricordare significherebbe tradire il suo insegnamento: la memoria di un uomo che ha lavorato letteralmente fino all'ultimo giorno di vita per il futuro di Forza Italia e del Paese che amava così tanto, non si onora con una commemorazione, ma con un progetto politico coerente con le sue riflessioni e indicazioni.
Forza Italia incarna questo progetto politico, che è andato avanti anche dopo la scomparsa dell'ideatore perché la strada era quella giusta: un centro politico che il nostro leader amava definire cristiano, liberale, riformista, garantista, europeista, atlantista. Un centro vero, non un luogo geografico a metà fra la destra e la sinistra ma l'anima moderata del centro-destra, uno schieramento che esiste proprio per un'intuizione di Silvio Berlusconi. Una coalizione capace di riassumere i valori e il linguaggio del centro e quelli della destra democratica, senza mai cadere nelle derive estremiste.
È anche grazie a questo se finora in Italia non si sono affermati partiti di matrice fanatica e massimalista. Ed è grazie a Forza Italia se esiste e continuerà a esistere da noi un centro-destra di governo, che garantisce sicurezza democratica, stabilità, impegno coerente per l'Europa e l'Alleanza Atlantica. Se per Forza Italia il centro-destra è la collocazione naturale e scontata, il suo compito - anche questo ce lo ha insegnato il nostro Presidente - è però quello di parlare a una platea più vasta, ai delusi dalla politica che ai politici chiedono serietà, competenza, professionalità. Soprattutto fra le generazioni più giovani. Ed è proprio la disillusione dei giovani quella a cui non ci possiamo arrendere.
Anche per questo Silvio Berlusconi si è sempre rivolto prima di tutto a loro. Nell'ultima campagna elettorale, lui che era uomo di tutt'altra generazione volle usare uno strumento come TikTok, non avvalendosi di agenzie specializzate, ma della sua naturale capacità di comunicare a tutti, ed ebbe un successo di visualizzazioni e consensi superiore a ogni altro leader politico.
Berlusconi non aveva paura dei linguaggi nuovi, sapeva usarli e addirittura crearli o influenzarli. Lo faceva per avvicinare le persone, per farle sentire coinvolte, partecipi di un progetto. E noi continuiamo a tenere la barra dritta in un sistema politico nel quale prevalgono troppo spesso l'insulto, la provocazione, lo slogan urticante. Nel 1994, Berlusconi portò a essere protagonisti della politica ceti e gruppi d'opinione che non si sentivano più rappresentati, dopo la distruzione degli storici partiti democratici. Noi oggi abbiamo lo stesso compito verso nuove generazioni di elettori, sia pure in un contesto molto diverso.
La politica internazionale è profondamente cambiata e sono cambiati anche i riflessi che determina sulla politica italiana. L'atteggiamento non sempre chiaro dell'Amministrazione USA verso l'Europa, la guerra in Ucraina, la crisi in Medio Oriente, hanno messo in discussione scelte che apparivano consolidate. Tuttavia, il centro-destra ha garantito stabilità e coerenza, e nelle grandi scelte ha recepito e tradotto in atti di governo le indicazioni di Forza Italia: nessun aumento della tassazione, sgravi per i ceti medi, riforme della giustizia nonostante il cattivo esito del referendum, il ritorno all'energia nucleare, una politica estera limpida nel lavorare per una Europa più forte, con una difesa e una politica comuni, mantenendo salda la coesione atlantica. I valori sui quali si basa la nostra idea di Europa e di Occidente - libertà, democrazia, stato di diritto - vanno al di là dei singoli governi e delle contingenze politiche.
Noi riteniamo che molti italiani credano in questo: nella centralità della persona, nelle libertà economiche e civili, nelle garanzie per ogni cittadino. Sta a noi far comprendere che Forza Italia è la certezza che su queste parole, che sono grandi scelte di fondo, si può costruire il futuro del nostro Paese. Continueremo a lavorare ogni giorno per questo, nel nome di Silvio Berlusconi, onorati della vicinanza e della partecipazione dei suoi figli alle nostre riflessioni. Il fatto che il nome Berlusconi sia non soltanto nei nostri cuori e nel nostro simbolo, ma anche nella vicinanza concreta della sua famiglia è un grande valore di cui siamo fieri.
Grazie Presidente di aver reso possibile tutto questo. Non dimenticheremo il tuo insegnamento.
Chi ci crede combatte, chi ci crede supera ogni ostacolo, chi ci crede lavora perché Forza Italia possa rappresentare anche per i nostri figli e nipoti un solido punto di riferimento. E chi ci crede alla fine vince! Noi ci crediamo, come abbiamo creduto in te fino all'ultimo giorno.*Segretario nazionale di Forza Italia e vicepremier