"Ho scritto a Urbano Cairo dicendo: vergognati". Ieri Paolo Berlusconi conferma di avere espresso duramente all'editore de La7 e del Corriere della sera la sua indignazione per lo spazio dato in una sua trasmissione, "Non è l'Arena" di Massimo Giletti, alle accuse lanciate contro suo fratello Silvio dal gelataio Salvatore Baiardo. Baiardo è uno dei testimoni (poi incriminato dagli stessi pm) che la Procura di Firenze ha utilizzato nell'inchiesta che vedeva il Cavaliere e Marcello Dell'Utri indagati come mandanti delle stragi mafiose del 1993: recentemente archiviata, come altre cinque dello stesso filone. Tra le tante deposizioni, Baiardo aveva parlato di un incontro avuto con Paolo Berlusconi nei pressi della redazione del Giornale. Convocato come teste in un processo a Baiardo, Berlusconi junior secondo i suoi legali avrebbe potuto astenersi dal testimoniare, in quanto fratello di un indagato. La Procura ha insistito, dicendo che la posizione dell'ex premier è stata archiviata per "morte del reo", e il giudice ha ordinato che si proseguisse nell'interrogatorio. Ma a quel punto Paolo Berlusconi - che rispondeva in videocollegamento da Milano - ha avuto la possibilità di chiarire una volta per tutte la verità dei fatti. A partire dalla sua reazione scandalizzata per lo spazio dedicato da La7 alle sparate di Baiardo sul coinvolgimento del fratello "in assurdi quanto infamanti episodi del passato". Paolo Berlusconi ha spiegato che dell'incontro di cui parlava Baiardo gli aveva accennato Niccolò Ghedini, legale storico del fratello, dopo il deposito dei verbali del "pentito": ma i luoghi e le date in cui Baiardo collocava l'episodio non gli dicevano nulla.
Poi Baiardo ha modificato i suoi ricordi, e a quel punto Paolo Berlusconi ha potuto ricostruire l'incontro: chiesto da Baiardo per fornire informazioni sul Cavaliere, e bruscamente interrotto dopo due o tre minuti, appena Baiardo gli disse di avere cercato di contattare il premier a Palazzo Chigi con informazioni che avrebbero potuto screditarlo. Paolo Berlusconi sentì odore di ricatto: "Dissi alla scorta che con me il signore aveva finito".