Il Papa: "Anche chi abortisce merita la misericordia di Dio"

Lettera apostolica ai sacerdoti: sopprimere una vita resta un peccato, ma medici e donne vanno assolti

Il Papa: "Anche chi abortisce merita la misericordia di Dio"

Perdono, misericordia. Sempre e comunque. D'ora in poi, tutti i sacerdoti potranno assolvere il peccato dell'aborto, sia le madri che lo hanno compiuto, sia i medici, gli infermieri e chi lo procura. Cambiano le norme del diritto canonico e l'apertura arriva da Papa Francesco all'indomani della chiusura del Giubileo straordinario sulla misericordia. La nuova disposizione è contenuta nella Lettera Misericordia et misera presentata ieri in Vaticano. «Perché nessun ostacolo si interponga tra la richiesta di riconciliazione e il perdono di Dio si legge nel testo firmato domenica da Bergoglio concedo d'ora innanzi a tutti i sacerdoti, in forza del loro ministero, la facoltà di assolvere quanti hanno procurato peccato di aborto».

Una possibilità che il Papa aveva concesso a tutti i preti durante l'anno santo e che ora è «esteso nel tempo, nonostante qualsiasi cosa in contrario».

Non si tratta di un'attenuante al peccato dell'aborto, che resta «un grave peccato perché sottolinea Francesco nel documento di 35 pagine pone fine a una vita innocente» e che provoca immediatamente la scomunica latae sententiae.

Affinché il peccatore sia assolto, occorre il pentimento, la confessione, la conversione. Cambierà dunque anche il codice di diritto canonico. «Ad oggi prevede che il peccato di aborto sia una facoltà del vescovo della diocesi e, in alcuni momenti, il vescovo delega alcuni sacerdoti a dover assolvere da questo peccato spiega monsignor Rino Fisichella, delegato per l'anno santo - durante il Giubileo Papa Francesco aveva dato facoltà a tutti i sacerdoti di poter assolvere da questo peccato come segno concreto che la misericordia di Dio non conosce limiti, non conosce ostacoli. E quindi anche le persone che sono incorse in questo peccato, che il Papa ribadisce essere un peccato estremamente grave, se sono pentite non possono trovare nessun ostacolo per ottenere il perdono di Dio. La novità di questa lettera apostolica è che il Papa dà a tutti i sacerdoti, in forza del loro ministero, di assolvere il peccato di aborto». Una decisione di grande importanza, che potrebbe tuttavia andare incontro a numerose critiche. «Non vedo che paura debba esserci nel dare a tutti i sacerdoti la facoltà di assolvere i peccati risponde Fisichella -. È una forma attraverso la quale si indica il percorso della chiesa così come Papa Francesco la immagina sulla scia dei suoi predecessori, cioè di andare incontro a tutti». Misericordia et misera contiene anche altre novità. La prima: Bergoglio ha deciso di estendere oltre la conclusione del Giubileo la possibilità di confessarsi dai sacerdoti lefebvriani, membri cioè di quella fraternità ultraconservatrice San Pio X scomunicata negli anni Ottanta. Seconda: l'istituzione della Giornata mondiale dei poveri, che si celebrerà in tutta la chiesa la XXIII domenica del tempo ordinario. Terza: il documento prolunga il ministero straordinario dei missionari della misericordia. Alla conferenza stampa a conclusione del Giubileo, monsignor Fisichella ha annunciato che, in tutto il mondo, oltre 900-950 milioni di fedeli hanno attraversato le diverse porte sante. E poi, una stoccata al Campidoglio: «Roma ha perso una grande occasione, tanti sono ancora i limiti operativi della città».

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