Il Papa «snobba» Ruini Quante crepe nella Chiesa

Il Pontefice diserta la cerimonia del Premio Ratzinger. Motivo ufficiale: «Impegni di lavoro». Ma è l'ennesima assenza strategica di Bergoglio

La sua presenza era stata già fissata da tempo e fino all'ultimo gli organizzatori della quarta edizione del Premio Ratzinger hanno sperato di vedere Papa Francesco nella sala del Concistoro in Vaticano. Ma pochi minuti prima dell'inizio della cerimonia di consegna del prestigioso riconoscimento è arrivato il cambio di programma. «Il Papa non ci sarà a motivo dei numerosi impegnati della mattinata - hanno fatto sapere - e ha deciso di inviare come suo rappresentante il cardinale Gerhard Ludwig Muller, prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede». È vero, ieri mattina l'agenda di Bergoglio era piuttosto fitta. Quattro udienze in calendario: ai partecipanti al Convegno missionario nazionale promosso dalla Cei, al cardinale Marc Ouellet, ai partecipanti al Congresso mondiale dei movimenti e a quelli della Conferenza internazionale del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari. Ma il forfait del Pontefice non sarebbe solamente frutto dei troppi impegni.

Non è la prima volta che il Papa annulli all'ultimo minuto una visita. Lo ha fatto con il cardinale Angelo Scola per ben due volte: la prima cancellando l'udienza alla delegazione di Expo2015 e la seconda non recandosi all'ospedale Gemelli per l'incontro con i malati. Lo ha fatto poi cancellando la visita al Santuario del Divino Amore (probabilmente - come si è scoperto più tardi - a causa del caos che vive il santuario romano, gravato da un ingente buco economico e ora commissariato dal Vicariato). Ieri mattina è successo di nuovo. E anche se il motivo ufficiale è legato ai «troppi impegni in agenda», non è da escludere che l'assenza del Papa sia da ricondurre all'intenzione di non incontrare il cardinale Camillo Ruini. L'ex presidente della Cei, per oltre vent'anni capofila dei vescovi italiani, eminenza grigia e mente politica della Conferenza episcopale italiana, insieme al cardinale Mueller e al cardinale Burke (capofila dei tradizionalisti), è tra i porporati che non si è recato a salutare il Papa lo scorso 19 ottobre, alla fine della messa conclusiva del Sinodo sulla famiglia.

Non è un mistero che il Papa argentino si appelli alla scusa dei «troppi impegni» o dei «motivi di salute» per cancellare incontri. Lo disse lo stesso Bergoglio quando era arcivescovo di Buenos Aires. «Quando non ho voglia di fare qualcosa o di incontrare qualcuno, dico che sto male».

Che si stiano creando delle fronde opposte al Papa all'interno della Curia e dentro la Cei non è fatto nuovo. Fazioni che sono venute alla luce durante il summit dei vescovi ad ottobre sul tema della famiglia, quando erano emerse da parte di alcuni cardinali e vescovi riserve sulla linea approvata a maggioranza semplice sulla riammissione alla comunione dei divorziati risposati e sul tema dell'accoglienza agli omosessuali.

Una dissonanza rispetto alle posizioni del Papa da parte del cardinale Ruini era emersa nell'intervista rilasciata al Corriere della Sera . «Io dico no alle unioni civili», aveva ammonito senza se e senza ma l'ex presidente della Cei, difensore della linea ferma sugli argomenti più spinosi.

E anche tra la Cei e il Papa su alcune posizioni non mancano disaccordi. Ricordiamo solamente due vicende: la richiesta di Bergoglio di rendere gratuiti i processi di nullità delle nozze. Fatto che graverebbe sulle casse della Cei perché i Tribunali ecclesiastici dipendono dalla Conferenza episcopale. E il monito di Papa Francesco ad abolire i «listini dei prezzi per i sacramenti». Avvertimento che non è piaciuto all'attuale presidente della Cei, Angelo Bagnasco, che ha subito replicato. «I sacramenti non sono pagati in nessun modo». Intanto domani il Papa prosegue sulla sua strada di riforma della Curia e presiede una riunione con tutti i capi dicastero, in attesa del prossimo summit del Consiglio degli otto cardinali.

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