I punti chiave
Un rimprovero, uno sguardo sbagliato, una scarpa sporcata. C'è qualcosa di inquietante nel nulla delle motivazioni delle ultime aggressioni. La violenza è del tutto gratuita, normalizzata, eccessiva quanto immotivata. E lascia senza difese. Il pretesto per far scattare la rissa è in ogni cosa e in un certo modo l'aggressione senza movente fa ancora più paura di quella per vendetta. Perché potrebbe capitare ovunque e a chiunque.
LA VIOLENZA ESIBITA
Massa Carrara, dieci giorni fa, esterno bar, poco lontano dalla piazza dove è stato ucciso Giacomo Bongiorni: una ragazza dice di essere stata aggredita da "uno dell'altro gruppo". Scatta la rissa a suon di bottigliate. "Visto come sanguina?" dice lei soddisfatta dopo aver spaccato una bottiglia di vetro sulla faccia del suo aggressore. Nessuno ferma nessuno, di pentimenti nemmeno l'ombra. Anzi, la violenza viene esibita e cose che mai da soli si farebbero in gruppo diventano improvvisamente lecite, applaudite.
Ecco la nuova forma della delinquenza giovanile che coinvolge sempre più minorenni e neo-maggiorenni. Secondo i dati del Servizio analisi criminale del Ministero dell'Interno, rispetto a 10 anni prima, nel 2024 sono aumentati i 14-17enni denunciati o arrestati per rapina (3.968 casi nel 2024, più del doppio rispetto al 2014), lesioni personali (4.653 casi nel 2024, quasi il doppio rispetto a dieci anni prima), rissa (1.021 casi nel 2024 rispetto ai 433 del 2014) e minaccia, con 1.880 casi nel 2024.
GIOVANI DIS-ARMATI
Nel report emerge un altro dato assolutamente allarmante: la diffusione delle armi tra gli adolescenti. I minorenni segnalati sono passati da 778 nel 2019 a quasi 2mila nel 2024, con un ulteriore aumento nel primo semestre del 2025. E non stiamo parlando "solo" del coltello nella tasca del giubbotto - contro cui sono scattati divieti e sanzioni con le nuove misure di sicurezza - ma anche delle armi improprie: bastoni, bottiglie spaccate, spranghe di acciaio prese dal garage di casa e portate con sè per la serata di gruppo.
Ma c'è anche un altro aspetto che va considerato nella nuova radiografia delle baby gang: se da una parte cresce la presenza di armi tra i ragazzi, dall'altra molti adolescenti appaiono sempre più "disarmati" dal punto di vista emotivo e relazionale. E paradossalmente questa fragilità aumenta ancor di più il rischio di episodi violenti, in un cortocircuito della paura che alimenta l'escalation dell'aggressività.
Perché? Per la difficoltà a gestire le emozioni, per una percezione della realtà confusa e falsata dai social, per la convivenza con le guerre: secondo la psicologa Anna Maria Giannini, Sapienza Università di Roma, c'è una "miscela esplosiva" che è urgente capire, dietro il fenomeno delle baby gang. L'organizzazione in gruppi violenti "denota un'assoluta incapacità a gestire le emozioni e i problemi generali legati a quell'età" con il risultato che il disagio si "traduce in azioni violente, illusoriamente percepite come azioni di coraggio. È come se il percorso di crescita degli adolescenti sia ormai connotato da un disagio che porta a costruirsi un'identità basata sulla violenza, al punto che chiunque si frapponga deve essere eliminato". Figuriamoci un adulto che rimprovera, come accaduto l'altra sera a Massa Carrara.
IL CHE FARE
Il decreto Sicurezza prevede sanzioni contro il porto abusivo di coltelli e, in caso di minorenni non imputabili, a pagare saranno i genitori. Ci saranno controlli nelle scuole, i presidi potranno richiedere i metal detector mobili.
Si partirà proprio dalla scuola per riattivare (e riaggiornare) quel percorso di educazione al rispetto che sembra essersi sgretolato sotto social scriteriati e dinamiche di gruppo da film di Kubrick. Affettività, sentimenti e capacità di confronto torneranno al centro delle riflessioni con gli adolescenti. Integrando il lavoro avviato con il decreto Caivano che ha comportato un aumento del 50% della presenza dei giovani negli istituti penali per i minorenni (Ipm).
Tra questi
gran parte arrivano dalle gang: 300 i 16-17enni, 44 i 14-15enni. Che ne dica il Pd, Caivano ha portato a risultati utili, con l'arresto in flagranza e la custodia cautelare dei maggiori di 14 anni per delitti non colposi.