"La parcella fumante". Ecco la nota che prova le menzogne di Conte

Il documento: Alpa e il premier lavorarono insieme prima del concorso accademico

Le Iene puntano Giuseppe Conte e stavolta l'asso nella manica contro il premier è la famosa famigerata parcella fumante. Ossia la presunta prova che incastrerebbe Giuseppe Conte, provando che ha mentito in merito ai suoi rapporti professionali con Guido Alpa, suo maestro e mentore, oltre che membro della commissione nel concorso che, nel 2002, a Caserta, promosse il futuro presidente del Consiglio a professore ordinario, lanciandolo nella carriera accademica.

Oggi, con le nuove regole varate dall'Anticorruzione nel 2012, quel concorso, se vinto con un socio in commissione sarebbe stato irregolare. Ma è sulla eventuale panzana raccontata dal premier, però, che ci sarebbe poco da fare: una bugia resterebbe una bugia, con tanti saluti agli slogan sulla trasparenza.

La storia la tirò fuori Repubblica nell'autunno 2018. Raccontando come prima di quel concorso Conte e Alpa già fossero in stretti rapporti. E aggiungendo che i due avrebbero anche difeso il Garante della privacy in un giudizio contro la Rai. Pur non avendo mai nascosto il legame col «maestro», Conte ha sempre sostenuto di non essere mai stato socio, ma solo coinquilino di Alpa. Quanto alla causa, Conte ha, prima con Repubblica e poi con le Iene, assicurato che lui e il suo mentore avevano lavorato separatamente e individualmente, tanto da vedersi pagato l'onorario con due fatture ben distinte. Le Iene, quella fattura, hanno provato ad averla dal Garante, proprio in nome della trasparenza tanto cara a Conte. Ma il Garante non ha potuto concedere alla trasmissione di Italia 1 l'accesso agli atti per l'opposizione del professor Alpa. Conte non si è opposto, ma non c'era bisogno di farlo grazie al suo mentore, e comunque, anche a richiesta dell'inviato delle Iene, si è ben guardato dal mostrare la sua fattura, che avrebbe provato che i documenti contabili erano due, separati, proprio come giurato dal premier.

Ora arriva il doppio colpo delle Iene. Che lunedì hanno mostrato la lettera di incarico con cui, sei mesi prima del concorso, il Garante chiedeva «Al Prof. Guido Alpa e al Prof Avv. Giuseppe Conte» di difenderlo nella causa contro la Rai. E che ieri hanno annunciato un nuovo servizio sul caso, anticipandolo con la pubblicazione di un «progetto di parcella» del 21 gennaio 2009, su carta intestata a Conte e ad Alpa, nella quale i due chiedono al Garante della privacy il saldo di 26.830 euro, chiedendo di versarli su un conto di una filiale genovese di Banca Intesa (intestato ad Alpa). In calce al documento, le firme di Alpa e del futuro premier.

È la pistola fumante? La prova che Conte ha mentito? Il premier si difende. Ribadendo, nei due minuti di video di anticipazione del servizio, che quella carta proverebbe solo che lui e Alpa avevano, come noto, una segretaria in comune, da «coinquilini». E facendo filtrare da fonti di Palazzo Chigi, che quella è un «progetto di parcella», non una fattura unica. Quella che, stando a quanto sostenuto da Conte finora, non dovrebbe esistere. Ma le cose che non tornano sono un po' troppe. E i nodi di quel concorso lontano, dopo 17 anni, stanno venendo al pettine.

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Commenti
Ritratto di 02121940

02121940

Mer, 04/12/2019 - 19:17

Storie vecchie, che mi interessano poche. A me di Conte interessano i guai che sta combinando, gli accordi sottobanco stretti con i tedeschi, la sua evidente incapacità di governo: buono solo per le chiacchiere, ma neanche tanto. A CASA!

Altoviti

Mer, 04/12/2019 - 22:05

ha mentito sul suo curriculum e già basta a renderlo poco affidabile ma sembra che ci sia anche di più e cosa dire sul MES poi… Pinocchio era a livello amatoriale rispetto ai politici giallo-rossi.