Parisi vede il voto anticipato E Berlusconi fa lezione sul No

Il Cavaliere torna in cattedra con i dirigenti azzurri. E il manager stronca il governo: «Non arriva al 2018»

Parisi vede il voto anticipato E Berlusconi fa lezione sul No

Dopo la riapertura di Villa Gernetto di venerdì scorso, giorno in cui Silvio Berlusconi ha tenuto una lezione di politica davanti a una trentina di potenziali portavoce del territorio, il Cavaliere concede il bis. Questa volta registi della nuova convocazione sono Sestino Giacomoni, Alessandro Cattaneo e Annagrazia Calabria. L'appuntamento è fissato per domani. Ci saranno i responsabili dell'iniziativa della «Missione Italia» e delle Fiat 500 per il «No», con Simone Furlan in testa; i coordinatori regionali dei giovani; due-tre dirigenti per regione indicati da ogni coordinatore regionale tra i più meritevoli; i responsabili dei vari comitati per il «No» al referendum. In tutto un centinaio di persone per le quali Berlusconi tornerà in cattedra a trasmettere la sua esperienza e a sollecitare il massimo impegno nella battaglia contro il ddl Boschi.

Il presidente di Forza Italia è rimasto molto contento del primo appuntamento della scorsa settimana e sta investendo entusiasmo ed energia in questo progetto utile a trasmettere informazioni sulla materia referendaria, fare squadra, aumentare la motivazione e creare così le condizioni per andare «stivali a terra sui territori». Probabilmente poi dopo quello di domani ci saranno altri appuntamenti dal taglio più territoriale con la convocazione dei dirigenti del Centro e del Sud in un percorso che si farà sempre più strutturato. Oggi, invece, il presidente di Forza Italia sarà a Roma a Palazzo Grazioli per incontrare i coordinatori regionali e fare il punto sulle iniziative territoriali.

Se Berlusconi si muove sul fronte della formazione, Stefano Parisi continua il suo tour nazionale «Megawatt, Energie per l'Italia». Oggi sarà ad Arezzo. Sabato, invece, sarà la volta di Perugia dove dedicherà un'attenzione particolare alla drammatica situazione che sta vivendo l'Italia centrale dopo le distruzioni del terremoto. Saranno presenti i sindaci Alessandro Ghinelli e Andrea Romizi oltre a imprenditori e personalità che operano in ambito culturale e sociale.

Parisi, ieri, in una intervista a Repubblica Tv, si è soffermato sia sul referendum che sul futuro del centrodestra. «Sia se vince il Sì, sia se vince il No, credo che non si arrivi alla fine di questa legislatura» è la sua profezia. Rinviare il referendum? «L'Italia non può andare ancora avanti nell'incertezza. Prima si vota, meglio è». Sulla leadership del centrodestra l'identikit più probabile è quello che porta all'ascesa di «un moderato», un leader credibile, che generi fiducia, e questo va costruito» ma «oltre a un leader serve gente brava intorno. L'idea che uno vale uno e che se uno non ha fatto niente di male nella vita allora può fare il sindaco di Roma non va bene». Dunque «il leader del centrodestra sarà moderato, non può essere radicale se no si perde».

Le iniziative del centrodestra per il «No» continuano a moltiplicarsi. Renato Schifani continua a battere il territorio e oggi sarà a Napoli al Centro congressi dell'Università Federico II. Azione Nazionale di Gianni Alemanno organizza a Palazzo Ferrajoli un incontro tutto al femminile con Mariastella Gelmini, Cinzia Bonfrisco, Souad Sbai, Eugenia Roccella e Cristiana Muscardini. Daniela Santanchè, infine, vara un suo comitato insieme all'azzurro Luca Squeri e Giancarlo Giorgetti della Lega e ad Achille Totaro di Fdi, uniti per pronunciare «un no di merito, di metodo e politico».

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