"Vi dico chi sta perdendo davvero la guerra dei 5s"

"Conte? Un leguleio delle élites che si è autoeletto capo". Ha il dente avvelenato Roberto Giacomelli, ex mental coach dei grillini e vicepresidente dell’associazione "Amici di Gianroberto"

"Vi dico chi sta perdendo davvero la guerra dei 5s"

"Gianroberto avrebbe agito chirurgicamente, evitando alla sua creatura questa fine ingloriosa". Non ha dubbi il terapeuta milanese Roberto Giacomelli, amico di lungo corso dell’inventore del Movimento 5 Stelle e profondo conoscitore della natura grillina. Ha lavorato per anni nelle retrovie della rivoluzione pentastellata, affiancando i parlamentari come motivatore e mental coach. Una specie di precettore. Passato alle cronache come "lo sciamano dei 5 Stelle", aveva il compito di formare la classe dirigente ai principi della filosofia movimentista. Ecco perché, con la metamorfosi del partito dell’onestà in partito di Giuseppe Conte, è diventato una figura scomoda, tanto che nel 2020 è stato epurato e rinnegato. Oggi ricopre il ruolo di vicepresidente dell’associazione "Amici di Gianroberto", di cui Davide Casaleggio è presidente. "La sfida – ci spiega – è radunare e riportare i parlamentari, gli attivisti e gli elettori in un nuovo Movimento fedele alle idee della nostra associazione culturale".

Il divorzio tra Rousseau e il Movimento si è consumato. Chi ci perde e chi ci guadagna?

"Tra i due contendenti credo che ad uscirne peggio sia stato proprio il Movimento perché non ha perso solo una piattaforma tecnologica, ma anche il contatto con le sue origini. Rousseau era l’ultima creatura dell’inventore del Movimento. Ne escono male anche gli elettori che hanno creduto in una forza rivoluzionaria che avrebbe potuto cambiare il modo di fare politica e ridurre la disaffezione alla partecipazione elettorale, considerando che il primo partito in Italia è quello dell’astensione."

Cosa c’è dietro? È davvero solo una questione di soldi?

"Non rispettare i patti è sempre disonorevole, ma la frattura ha motivazioni profonde legate al tradimento degli ideali per interessi di potere. Rinnegare la propria natura porta inevitabilmente a gravi conflitti interiori, sensi di colpa, comportamenti disfunzionali e la parcellizzazione del Movimento ne è la prova certa."

Di chi è la responsabilità di questa frattura? Che ruolo ha avuto l’ascesa di Conte?

"La responsabilità è di chi ha fatto scelte politiche inaccettabili, come alleanze contro natura tipo quella con il Partito democratico. Conte, espressione di poteri forti e oramai nemmeno più occulti, è stato strumento della volontà di affossare l’alleanza populista e sovranista Lega Movimento 5 Stelle, evitare la consultazione elettorale e soprattutto riportare al potere il Partito democratico regolarmente sconfitto alle elezioni. L’ex avvocato del popolo ora leguleio delle élites, pur di non scomparire politicamente si è autoeletto capo politico di un partito devastato dalle lotte intestine e privo di programmi, se non quello di mantenere le posizioni di potere. Conte non esprime una precisa ideologia, solo lo spirito di sopravvivenza, ha guidato con la massima disinvoltura due governi su posizioni antitetiche ed inconciliabili. I risultati sono sotto gli occhi di tutti, una crisi di una gravità eccezionale."

Lei è cresciuto con Gianroberto. Se fosse qui, cosa pensa che direbbe?

"Ho avuto l’onore e il piacere di crescere con una persona speciale, un visionario geniale, fanatico dell’onestà. Un incorruttibile idealista che amava la sua Patria sopra ogni cosa. Non direbbe nulla, avrebbe agito chirurgicamente, evitando alla sua creatura questa fine ingloriosa."

Con lui alla guida le cose sarebbero andate diversamente?

"La Storia non si fa né con i se né con i ma, la sua prematura dipartita ha permesso ciò che in sua presenza non sarebbe mai successo. Era un uomo generoso ma non aveva un carattere accomodante, agiva senza chiedere il parere a nessuno, spazzando ciò che si metteva di mezzo alla sua strada."

Questo divorzio segna la fine di un’epoca. Come cambierà il Movimento?

"Il Movimento 5 Stelle così come fu sognato e voluto non esiste più, è nato un altro partito che assomiglia pericolosamente a quello di cui è alleato."

Cosa ne sarà della piattaforma Rousseau? Verrà messa al servizio degli espulsi?

"Sicuramente sarà al servizio di nuove forme di aggregazione politica spontanee e libere, anche degli espulsi che si devono organizzare e trovare unità politica. Fuori da ciò che rimane del Movimento c’è molta voglia di battersi, le idee non muoiono mai, solo gli uomini si perdono per gli interessi personali."

Che ruolo ha l’associazione dedicata a Gianroberto?

"L’associazione dedicata a Grc ha come scopo la divulgazione e l’elaborazione del suo pensiero. Diffondere una visione tradizionale che viene dal passato e guarda al futuro, antica e al tempo stesso modernissima: archeofuturista. Può essere il magnete di attrazione di forze che non si piegano alla degenerazione dei tempi ultimi. La nostra attività sta generando molto interesse, nel vuoto delle idee attuale."

Chi "rifonderà" il Movimento potrà mai raggiungere le vette di consenso toccate nel 2018?

"Sento un’urgenza di cambiamento, di restaurazione spirituale, quindi metapolitica, e una grande fame di idee e programmi che si deve concretizzare in un nuovo modo di fare politica. Se un futuro Movimento saprà incarnare questi valori avrà un sicuro successo, i popoli europei debbono ritrovare la strada maestra della loro cultura e civiltà, distrutte dal consumismo e dal vuoto ereditato dalla sottocultura americana."

Lei per anni si è occupato di assistere psicologicamente i parlamentari pentastellati. Come è cambiata in questi anni l’antropologia del gruppo?

"L’antropologia non è cambiata, gli uomini rimangono sempre fedeli alla loro natura. Alcuni parlamentari coraggiosi e soprattutto dignitosi rispettando la loro antropologia e le loro idee sono in posizione di rottura con le nuove posizioni politiche, altri, anch’essi secondo la loro antropologia, sono rimasti testimoni silenti dello snaturamento e del tradimento di ogni ideale."

È ancora in contatto con qualche parlamentare rimasto nel Movimento. Qual è l’umore delle truppe?

"Sono in contatto con parlamentari rimasti con il partito ufficiale, alcuni in crisi, ma timorosi di un cambiamento. Collaboro attivamente invece con altri deputati e senatori che non hanno smesso di credere in quelle idee ed in quel programma per i quali sono stati eletti. La sfida è ora radunare e riportare i parlamentari, gli attivisti e gli elettori in un nuovo Movimento fedele alle idee della nostra associazione culturale, che si possono leggere nel manifesto Controvento della piattaforma Rousseau e nei documenti che stiamo producendo."

Nel panorama politico chi può raccogliere l’eredità di Gianroberto?

"L’eredità di Grc può essere raccolta da un nuovo Movimento fedele alle idee delle origini, con una forte vocazione sociale, che difenda la sovranità e la libertà del popolo italiano. Un nemico giurato dell’alta finanza internazionale, delle istituzioni sovranazionali che strangolano i popoli l’austerità e la miseria, per arricchire pochi a scapito di tutti."