"Passo la notte a leggere gli sms di incoraggiamento"

Monica Cirinnà, relatrice del ddl sulle unioni civili, si racconta in un'intervista molto personale

"Passo la notte a leggere gli sms di incoraggiamento"

"La sera, fino a tardi, mi arrivano messaggi pieni di aspettative: "Monica, non mollare, Monica sei la nostra speranza, Monica voglio vivere qui, nel mio Paese, non voglio sposarmi in Inghilterra o in Spagna". Lo racconta la senatrice Monica Cirinnà in un'intervista a Repubblica nella quale dice anche di sentirsi addosso un peso enorme, "quello della felicità degli altri".

La senatrice dem si sente in dovere di dare la possibilità anche alle coppie omosessuali di poter vivere la stessa felicità che lei prova con il suo uomo Esterino Montino che ogni mattina le porta la colazione a letto e con il quale ha"un rapporto vero e profondo". "Luca, - dice la Cirinnà - il figlio più piccolo di Esterino, aveva 8 anni quando sono entrata nella vita del padre divorziato. Adesso ne ha 28 e ha la fidanzata. Ho voluto essere la sorella grande, la cugina simpatica. Ho un bel rapporto di complicità con le femmine. A Natale ci siamo tutti, anche le altre due ex mogli di Esterino". La senatrice parla anche della sua infanzia, vissuta con con tre fratelli maschi, di cui uno adottivo, e due cugini maschi sullo stesso pianerottolo. "Sono stata allevata alla convivenza, al dialogo. In casa mia c'è sempre stato un viavai di parenti. Da noi - racconta - venivano a morire le vecchie zie rimaste vedove, trovavano rifugio anche i poveri della parrocchia. Mi sono formata come scout, Roma 16, la sezione più "laica", al punto che il nostro prete poi si è spretato".

Passando a parlare della sua legge la senatrice dice di non apprezzare il fatto che venga personalizzata: "Prima, ai tempi del Comune di Roma, ero quella che difendeva i diritti dei cani e dei gatti, quella che si occupava delle donne e della differenza di genere, poi quella degli immigrati. Anche adesso, in Parlamento mi spendo per chi non ha diritti ma la personalizzazione è sempre sbagliata". Guai a parlare di mediazione: "Ad una settimana dalla discussione del disegno di legge mi fa tremare i polsi. Che si vuole mediare? Un diritto o c'è o non c'è. Ma so che qualcuno può tirare i fili più in alto di me. Non ho dubbi su Renzi, Boschi e Orlando, su loro no. Ma in questo Parlamento io sono solo la formica che ha portato a casa tutti i chicchi di grano che poteva".

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