Un patto tra cattolici e centrodestra per la famiglia e la natalità

Aiuti alle famiglie, un piano per la natalità da 15 miliardi di euro e stop alle adozioni gay: così i leader del centrodestra conquistano i cuori dei cattolici

Un patto tra cattolici e centrodestra per la famiglia e la natalità

C’è la famiglia al centro del programma del centrodestra. Ad affermarlo, al convegno organizzato a Roma da Alleanza Cattolica e dal Comitato Difendiamo i nostri figli, sono Matteo Salvini, Giorgia Meloni, Maurizio Gasparri e il neo candidato al governo della Regione Lazio, Stefano Parisi. “Non sono qui a chiedere voti ma per conquistare i cuori”, esordisce il leader della Lega davanti al popolo del Family Day. Lo stesso che nel gennaio del 2016 scese in piazza contro la legge sulle unioni civili e che ora chiede al prossimo governo la fine dell’era dell’assistenzialismo e l’avvio di “politiche demografiche” che invertano il trend negativo del nostro Paese, dove una donna su due esclude la possibilità di mettere al mondo anche solo un figlio. Per gli esperti - tra quelli quelli che hanno preso parte al dibattito ci sono il presidente emerito della Pontificia Accademia per la Vita, cardinale Elio Sgreccia, il demografo Giancarlo Blangiardo e lo scrittore Davide Rondoni - non bastano le azioni di contrasto alla povertà ma servono aiuti rivolti anche al ceto medio-alto.

Investire sui figli e sulle famiglie, del resto, significa investire sul capitale umano di una nazione. E secondo i dati dell’Istat nel 2016 il numero delle nascite ha raggiunto il picco più basso nella storia d'Italia. Da anni ormai, nel nostro Paese il numero delle morti supera ampiamente quello dei nuovi nati. Si tratta di una tendenza non priva di conseguenze dal punto di vista economico, sociale e della spesa pubblica. “Un Paese dove ci sono più morti che nati è un Paese fallito e che gli ultimi governi non abbiano fatto nulla in favore della natalità è pazzesco”, dice senza mezzi termini Matteo Salvini. Per il capo del Carroccio è tutto collegato: “Lavoro, sicurezza, famiglia”. “La precarietà e l’immigrazione fuori controllo svuotano le culle, tolgono certezze, stipendi, diritti e voglia di scommettere sul futuro mettendo al mondo dei figli”, è convinto Salvini. “Ogni sbarco è una culla vuota in più”, tuona il leader della Lega. Per la presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, quella demografica “è la più grande emergenza che l’Italia si trova ad affrontare”. E sulle proposte per invertire la rotta e per “difendere la famiglia dagli attacchi della globalizzazione” gli alleati sembrano essere tutti d’accordo. Tra queste ci sono la lotta alla “teoria gender” nelle scuole, gli asili nido gratuiti e l’abolizione della tassazione sui prodotti per l’infanzia. “Abbiamo trovato la copertura di 25 miliardi di euro per realizzare il più imponente piano di sostegno alla natalità che si sia mai visto in Italia, che avrà un costo complessivo di 15 miliardi", ha annunciato la leader di Fratelli d’Italia.

Il vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri, di Forza Italia, rivendica le battaglie fatte in Parlamento contro la legge sul fine vita e le unioni civili. “Un provvedimento voluto più per interesse ideologico che dagli stessi omosessuali” secondo Giorgia Meloni, che non ha problemi “a riconoscere i diritti delle coppie conviventi” ma chiude categoricamente alle adozioni gay e propone di mettere nero su bianco "nella Costituzione che i bambini possono essere adottati soltanto da un uomo e da una donna”. “I bimbi devono avere il diritto di avere una mamma e un papà”, le fa eco Matteo Salvini. “Chi propone la regolamentazione dell’utero in affitto e delle adozioni per le coppie omogenitoriali non può essere degno del nostro voto”, dice il presidente del Comitato difendiamo i nostri figli, Massimo Gandolfini. Il medico organizzatore del Family Day parla a nome di migliaia di cattolici che si sono allontanati dalla politica e che ora sono pronti ad affidarsi a chi porta avanti questioni considerate “inemendabili”, come la tutela della vita, la difesa della famiglia naturale e il primato educativo dei genitori sui figli.

Il divorzio tra la sinistra e parte del mondo cattolico sembra essersi già consumato. Tanto che il segretario del Pd, Matteo Renzi, fanno sapere gli organizzatori, ha gentilmente declinato l’invito a partecipare al dibattito con i colleghi del centrodestra. Assente anche il portavoce del M5S, Luigi Di Maio, che alla chiamata delle associazioni cattoliche non ha neppure risposto. “Se non sono qui stamattina è perché non hanno nulla da offrire a questo popolo", attacca Matteo Salvini. A strizzare l’occhio al popolo del Family Day è invece il candidato del centrodestra alla Regione Lazio, Stefano Parisi. “Abbiamo bisogno dei cattolici in politica e abbiamo bisogno che i cattolici riportino la loro egemonia culturale nel nostro Paese”, ha affermato il presidente di Energie per l’Italia. E chissà se nelle liste del centrodestra, non compaia anche il nome di qualche attivista pro-family.