Pd, imbarazzo per De Luca. "Non sono come Berlusconi. Cambiate la legge Severino"

De Luca annuncia il ricorso al Tar e chiede al premier di cambiare la legge Severino. Ma Renzi lo gela: "Non se ne parla"

Pd, imbarazzo per De Luca. "Non sono come Berlusconi. Cambiate la legge Severino"

La vittoria c'è. E l'imbarazzo pure. Perché nel Pd legalitario, il vincitore delle primarie in Campania, è un condannato decaduto. Vincenzo De Luca non si scompone. Anzi, tira dritto e preannuncia che farà ricorso al Tar per annullare gli effetti della legge Severino, Nel frattempo, negli ambienti renziani di cambiare la legge non se ne parla. Il premier non mette in discussione la candidatura dell’ex sindaco di Salerno, ma il partito appare spiazzato da un successo tutt’altro che scontato, giunto al termine di un percorso travagliato.

Nelle ore in cui De Luca annuncia una "rivoluzione democratica" e rivendica di non essere espressione "dell’apparato", le reazioni dei Dem di ogni colore sono fredde. E la vittoria potrebbe essere azzoppata e De Luca subito sospeso dall’incarico a norma di legge Severino. De Luca è condannato in primo grado per abuso d’ufficio e perciò un minuto dopo l’elezione potrebbe essergli notificata la decadenza. Dal canto suo, De Luca prova a chiedere al Pd qualcosa in più: cambiare la legge. Una richiesta, spiegano esponenti della segreteria Pd, che difficilmente potrà essere accolta. Anche se Debora Serracchiani ha dichiarato che bisogna rivedere il funzionamento di quella legge, Renzi ha infatti a più riprese detto che quelle norme non si toccano. E, spiega un renziano, "riaprire in campagna elettorale le porte della Severino, vorrebbe dire non solo esporsi nei confronti di FI e di Berlusconi, cui quella legge si applica, ma anche alle critiche degli altri partiti". Ma c’è di più: anche su un piano giuridico è controverso come si potrebbe intervenire a migliorare la Severino. Perciò la decisione sembra al momento quella di aspettare che si pronunci la Corte Costituzionale, già interpellata dal caso De Magistris.

De Luca però tira dritto e in una intervista a Repubblica ha rincarato la dose tirando in ballo pure il leader di Forza Italia: "I gruppi parlamentari risolvano i nodi posti da alcuni passaggi demenziali della legge. Devo rilevare che per la prima volta il vicesegretario Debora Serracchiani ha riconosciuto che c’è un problema e che va risolto. Bene. Mi auguro che non perdano un minuto di più per ripristinare il diritto e il rispetto per il voto dei cittadini. Rispetto tutti. Ma Berlusconi è stato condannato per un reato fiscale in via definitiva. De Luca è stato condannato in primo grado per questione linguistica. Se Berlusconi ha da rivendicare una persecuzione politica, lo faccia. Ma non confondiamo le acque".

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