Leggi il settimanale

Piano Trump in 15 punti (e 7mila soldati pronti). "La svolta entro 48 ore"

Nella proposta Usa allentamento delle sanzioni e rimozione dell'uranio. In arrivo 2mila parà

Piano Trump in 15 punti (e 7mila soldati pronti). "La svolta entro 48 ore"
00:00 00:00

Donald Trump "non sta bluffando ed è pronto a scatenare l'inferno" contro l'Iran. "Non dovrebbero commettere nuovamente errori di calcolo", afferma la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt, spiegando che "se Teheran non accetterà la realtà del momento attuale, e non comprenderà di essere stata sconfitta militarmente, il presidente farà in modo che venga colpita più duramente di quanto non sia mai stata prima". Intanto procedono i tentativi diplomatici: i mediatori di Turchia, Egitto e Pakistan stanno facendo pressioni affinché americani e iraniani si vedano entro le prossime 48 ore. Il Pakistan si è offerto di mediare i colloqui al fine di porre fine al conflitto, un'iniziativa che è stata rilanciata da Trump sui social, e Washington avrebbe inviato un piano di pace in 15 punti incentrato in gran parte su richieste presentate in precedenza alla Repubblica islamica. Leavitt invita tuttavia a essere cauti sul progetto, che "la Casa Bianca non ha mai confermato. Ci sono elementi di verità ma alcune storie sono interamente false".

La proposta Usa - secondo il Washington Post - offre un ampio allentamento delle sanzioni in cambio della rimozione di tutto il suo uranio arricchito e dell'abbandono delle capacità di arricchimento, di limiti al programma di missili balistici, e della cessazione del sostegno a gruppi militanti nella regione, tra cui Hezbollah, Houthi e Hamas. Trump continua comunque a mostrare ottimismo, dicendo che i negoziati sono in corso, e che "stiamo parlando con i leader giusti, i quali desiderano ardentemente raggiungere un accordo". Il comandante in capo ripete che la guerra è già stata "vinta", precisando che suo genero Jared Kushner, l'inviato Steve Witkoff, il segretario di Stato Marco Rubio e il vicepresidente JD Vance sono coinvolti nei negoziati con la leadership iraniana, senza però specificare quali esponenti siano i loro interlocutori.

Intanto, gli Usa starebbero inviando in Medioriente tra i mille e i duemila paracadutisti, portando a circa 7.000 i rinforzi per l'operazione Epic Fury, che conta circa 50mila unità assegnate. Il Pentagono - scrive il New York Times - sta inviando 3.000 soldati dell'82ma Divisione Aviotrasportata dell'Esercito, un'unità d'élite. E altri soldati della brigata potrebbero essere dispiegati nei prossimi giorni. Non è chiaro dove verranno mandati i paracadutisti, ma potrebbero essere impiegati per conquistare l'isola di Kharg: circa 2.300 Marines della 31ma Unità di Spedizione dovrebbero arrivare nella regione entro la fine di questa settimana e i comandanti statunitensi potrebbero impiegarli anche per conquistare l'isola o per contribuire a bonificare lo Stretto di Hormuz. L'aeroporto di Kharg è stato danneggiato dai recenti attacchi statunitensi, quindi, secondo ex comandanti americani, sarebbe più probabile impiegare prima i Marines, che potrebbero riparare rapidamente le infrastrutture aeroportuali. Poi l'Aeronautica militare potrebbe iniziare a inviare materiali e truppe, se necessario, tramite aerei da trasporto C-130.

In questo scenario, è possibile che le truppe dell'82ma Divisione Aviotrasportata vengano impiegate a supporto dei Marines. Sebbene i paracadutisti possano arrivare durante la notte, non trasportano equipaggiamento pesante, come veicoli blindati, che offrirebbe protezione in caso di contrattacco delle forze iraniane.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica