Pizzarotti va alla guerra: pronto dossier anti M5s

Il sindaco di Parma prepara una causa che mette nel mirino il regolamento del Movimento: "Incostituzionale la norma che impone la pubblicazione degli atti giudiziari". Nel mirino c'è di Maio

Pizzarotti va alla guerra: pronto dossier anti M5s

Federico Pizzarotti non ci sta. Il sindaco di Parma sceglie di non sottostare al diktat del direttorio a cinque stelle che lo ha sospeso e si prepara ad espellerlo dal partito, e lo fa preparando una causa.

Secondo un dossier di cui dà anticipazione il quotidiano torinese La Stampa, il primo cittadino sta compilando da giorni un dossier diretto a colpire colui che ritiene essere l'uomo dietro gli attacchi diretti contro l'amministrazione della città ducale: nientemeno che il vicepresidente della Camera (e per molti candidato grillino in pectore alle prossime politiche) Luigi di Maio.

Pizzarotti sta preparando le cause per una causa legale, da annunciare non appena dovesse arrivare la notifica dell'espulsione dal Movimento. Da tempo starebbe catalogando la corrispondenza con i vertici del Movimento, i verbali delle riunioni, le notifiche e gli atti giudiziari attinenti alla sua storia politica e giudiziaria. Documenti che, nelle sue intenzioni, dovrebbero provare la buonafede dell'amministrazione comunale parmigiana e il dispotismo dei vertici M5S, che avrebbero colto la prima occasione utile per silurare il più importante dei dissidenti interni rispetto alla linea ortodossa.

In particolare il sindaco di Parma è pronto a mettere nel mirino il regolamento del Movimento, giudicato "costituzionalmente nullo" perché "non conforme ai princìpi della Carta": questo, almeno, è il parere del celebre studio legale bolognese a cui Pizzarotti si è rivolto. Anticostituzionale sarebbe soprattutto la norma che impone "che taluno degli iscritti possa subire conseguenze pregiudizievoli nel caso in cui abbia omesso di comunicare di propria sponte, ovvero a semplice richiesta degli organi sociali, determinati dati giudiziari che lo riguardano, in quanto trattasi di illecita (sottolineato) ingerenza negli altrui diritti costituzionali alla difesa e alla riservatezza".

Certo, potrebbe obiettare qualcuno, il sindaco se ne è accorto un po' tardi, dopo quattro anni di amministrazione e molti di più di attività politica nel M5S. Ma tant'è. Pizzarotti non sembra disposto ad uscire di scena senza fare tanto rumore. E una buona fetta del Movimento sembra disposto a seguirlo in questa battaglia contro un direttorio ormai considerato dispoticamente talebano.

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