La polizia sequestra 56 piante di cannabis a Rita Bernardini

Lei protesta: "Mi meraviglio che nei miei confronti non si sia proceduto all’arresto"

Le piantine di cannabis di Rita Bernardini
Le piantine di cannabis di Rita Bernardini

Rita Bernardini ce l'ha fatta, ma solo in parte. Il suo gesto di disobbedienza civile non è passato inosservato. La polizia, su mandato della Procura della Repubblica di Roma, alle 9 di stamani si è presentata a casa della segretaria dei Radicali italiani e, dopo una perquisizione, ha sequestrato 56 piante di cannabis. La Bernardini ora è indagata per il reato previsto dall’art. 73 dpr 309/90 (divieto di coltivazione di piante di marijuana). Era stata lei stessa ad autodenunciarsi, pubblicando su Facebook le foto della "piantagione" nei vari momenti della crescita. E il giorno della presentazione alla stampa dell'asta radicale, con i cimeli venduti per finanziare il partito, lei aveva ribadito l'intenzione di mettere in vendita anche una delle sue piantine. Non ha fatto in tempo, perché le piante sono state portate via dalla polizia.

“Mi meraviglio - si lamenta l'esponente radicale - che nei miei confronti non si sia proceduto all’arresto, come accade ogni giorno in tutta Italia a tantissimi “incolpevoli” che preferiscono coltivarsi la marijuana per non rifornirsi al mercato criminale che si arricchisce grazie al proibizionismo. Che si voglia silenziare la nostra quarantennale lotta per la legalizzazione così come si è silenziata la relazione annuale della Direzione nazionale antimafia che si è espressa chiarissimamente per la depenalizzazione della cannabis? In ogni caso, il mio impegno è quello di continuare a disobbedire fino alla legalizzazione completa dei derivati della cannabis".

"Questa 'coltivazione' - spiega la Bernardini - era destinata, come le precedenti tre (oggetto di altrettante disobbedienze civili), ai malati di gravi patologie che, nonostante la legge lo consenta, non riescono ad avere accesso alla cannabis per curare e attenuare le sofferenze provocate dalla loro malattia. Come Radicali abbiamo voluto corrispondere all’impegno e alla lotta condotta dal leader antiproibizionista Andrea Trisciuoglio, segretario dell’Associazione LapianTiamo di Racale. Andrea, affetto da sclerosi multipla è fra i 60 italiani fortunati che hanno la disponibilità del farmaco Bedrocan tramite la Asl, ma non vuole essere un privilegiato e perciò lotta per tutti gli altri".

La storica battaglia dei Radicali non si ferma. In parlamento, intanto, si è formato un intergruppo, composto da sessanta tra deputati e senatori, per la legalizzazione dei derivati della cannabis. A guidarlo è il senatore Benedetto Della Vedova, sottosegretario agli Esteri. Anche lui proviene dal partito Radicale.

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