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Pompeo: "Qualsiasi firma di Teheran non ha alcun significato"

L'ex segretario di Stato Usa all'Optimist Investors Summit: "Sono abituati a violare ogni accordo"

Pompeo: "Qualsiasi  firma di Teheran non ha alcun significato"
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"La vera sfida strategica non è la Russia, ma il Partito Comunista Cinese". Pechino "rappresenta una minaccia sistemica per l'Occidente e per il modello delle democrazie liberali" perché "Xi Jinping non crede nella proprietà privata", e "se fate affari con un'azienda cinese, state facendo affari con il Partito Comunista Cinese". Quindi ormai è chiaro: la competizione del futuro sarà tra il modello occidentale e quello cinese.

Non ha usato mezzi termini Mike Pompeo, l'ex capo della Cia, nonché segretario di Stato degli Stati Uniti durante la prima presidenza Trump, che ieri eri è stato la guest star dell'Optimum Investors Summit. L'evento ha riunito a Rapallo esponenti delle istituzioni, della finanza e dell'industria per discutere i grandi temi che stanno ridisegnando l'economia globale. Ad organizzarlo è stata Optimum Asset Management, società fondata nel 2009 da Alberto Matta e specializzata in mercati privati e investimenti alternativi, con oltre 1,6 miliardi di asset gestiti e sedi a Lussemburgo, Berlino, Londra e Boston.

Sul Medio Oriente, Pompeo non ha risparmiato critiche al regime di Teheran, arrivando a mettere apertamente in discussione la possibilità stessa di una normalizzazione dei rapporti con la Repubblica islamica. "Non mi importa molto di quale pezzo di carta verrà firmato con l'Iran. Perché è assolutamente privo di significato". Secondo Pompeo, infatti, "gli iraniani hanno firmato numerosi accordi con diversi presidenti, li hanno violati ogni singolo di essi" e "non c'è alcun motivo per aspettarsi che il regime nella sua forma attuale onorerà un qualsiasi accordo che firmerà". L'ex direttore della Cia attribuisce inoltre a Teheran la responsabilità di gran parte delle tensioni regionali. "Voglio che il regime cada per ragioni personali, ma il motivo principale per cui abbiamo bisogno che il regime cada è perché è quello che sta alimentando il 95 per cento dei conflitti in Medio Oriente". Quanto alla guerra in Ucraina, si è detto convinto che "siamo più vicini che mai alla conclusione, qualunque cosa significhi. Sappiamo esattamente come finirà. Finirà con i territori più o meno nelle mani in cui si trovano adesso, con una grande presenza europea sostenuta dalla Nato che garantirà all'Ucraina la sua sovranità" e con "un Piano Marshall o con il reinserimento di quelle nazioni nel sistema".

Sul futuro delle relazioni tra Europa e Stati Uniti, Pompeo ha sottolineato che il rapporto transatlantico rimane affidabile, ma Bruxelles ha sottovalutato per troppo tempo la necessità di rafforzare le proprie capacità strategiche. "Per essere partner credibili degli Usa e della Nato, ogni Paese dovrà fare di più con le proprie risorse e le proprie attrezzature", ha dichiarato, precisando che l'esigenza di aumentare gli investimenti nella difesa riguarda non soltanto l'Europa, ma tutti gli alleati.

Sul palco del summit di Optimum sono saliti anche Matteo Renzi, i

viceministri Valentino Valentini e Edoardo Rixi, i sottosegretari Claudio Durigon e Matilde Siracusano, i presidenti di Regione Marco Bucci e Roberto Occhiuto, rappresentanti di Cdp e il presidente di Federacciai, Antonio Gozzi.

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