"Lo portiamo in tribunale". I grillini contro Casaleggio per la lista degli iscritti

La linea dura però non piace a Conte e Grillo, che ora si scopre moderato e cerca la pace. Ma sulle Amministrative è pronto lo scontro

"Lo portiamo in tribunale". I grillini contro Casaleggio per la lista degli iscritti

Non si placano gli scontri interni tra il Movimento 5 Stelle e Davide Casaleggio. L'ultimo terreno di divergenze riguarderebbe il possesso della lista degli iscritti, ovvero "un tesoro prezioso fatto di nomi, indirizzi email, numeri di cellulare e altri dati sensibili". Il tema è così sentito che, stando a quanto appreso e riportato da La Stampa, i vertici pentastellati si sarebbero detti "pronti a portare la questione in tribunale se Casaleggio non sarà disposto a cedere quei dati". Uno scenario che non troverebbe piena condivisione né in Giuseppe Conte né in Beppe Grillo, che invece vorrebbe arrivare a una tregua senza provocare ulteriori spaccature in un movimento già frammentato da espulsioni, addii e scissioni.

Non a caso il garante del M5S nella giornata di ieri su Il Blog delle Stelle ha pubblicato una serie di "modeste proposte per la comunicazione". E così, nella sorta di vademecum, ha tracciato la linea per tentare di far rientrare l'allarme: "Visioni, non divisioni. Includere, non escludere. Disapprovare, non 'attaccare'. Correggere, non punire. La porta è sempre aperta, mai chiusa. Tutti sono in buona fede. O fare come se lo fossero. Mano tesa, non pugno chiuso. Benevolenza, non malevolenza". Un segnale per avviare un percorso di "pace" con il presidente di Rousseau e con gli esclusi 5S?

Nel frattempo fonti grilline denunciano all'Adnkronos il fatto che il Movimento 5 Stelle "non ha la disponibilità dei dati degli iscritti" e che nella definizione del rapporto con Rousseau "questo è un argomento dirimente". Il M5S, qualora non si dovesse ricomporre la frattura con l'Associazione, "sarà costretto a trovare un altro fornitore di piattaforma per gli strumenti di partecipazione e democrazia diretta". E a quel punto "si riprenderà i dati che Rousseau tratta".

Il voto locale

Il nodo da sciogliere con Casaleggio riguarda anche il fattore elezioni Amministrative, nello specifico il campo di un'alleanza territoriale con Partito democratico e Liberi e uguali. Le dimissioni di Nicola Zingaretti potrebbero rallentare le operazioni di avvicinamento tra le parti, ma dai piani alti del Movimento c'è tranquillità: "Siamo sicuri che Zingaretti verrà riconfermato e che il progetto ne uscirà rafforzato". Ecco perché le porte sono aperte a un eventuale accordo in occasione del voto locale, che in autunno chiamerà a esprimersi i cittadini di realtà importanti come Milano, Napoli, Roma e Torino.

La speranza di correre in un'area di centrosinistra è più che viva, ma c'è chi non digerirebbe l'ennesima giravolta dei pentastellati. A Milano, ad esempio, si rischia il terremoto. Patrizia Bedori, consigliera comunale uscente, avverte di essere pronta a uscire dal Movimento 5 Stelle se si deciderà di appoggiare Beppe Sala: "Io non mi sento moderata e liberale, non mi riconosco in questa svolta centrista del Movimento. Ora siamo disorientati e delusi". Quanto a Virginia Raggi, dal Movimento dicono che "non si tocca" perché - fanno notare - se dovesse mancarle l'appoggio del partito si potrebbe riavvicinare a Casaleggio.

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