"Primarie dei moderati: chi perde dovrà mettersi al servizio del vincitore"

Francesco Storace (Destra): "Per me il candidato sindaco di Roma deve uscire dalle primarie. Marchini? Non è il male assoluto, ma sia chiaro sui temi politici"

"Primarie dei moderati: chi perde dovrà mettersi al servizio del vincitore"

Roma - Si torna a parlare di primarie nel centrodestra in vista delle amministrative di giugno. Ed è Francesco Storace (La Destra) a riproporre il tema. «Mi sembra incredibile non ne parli nessuno. Per me il candidato sindaco di Roma del centrodestra deve uscire da lì».

Cosa intende fare per promuovere la sua idea?

«Intanto ho convocato una manifestazione per il prossimo 30 gennaio al Salesianum di via della Pisana. Dove inizieremo col definire le priorità der sindaco».

Deve essere romano?

«Deve avere come suo principale obiettivo la città. Da troppo tempo ormai chi si candida lo fa perché vede nella poltrona di sindaco un trampolino di lancio. L'ideale sarebbe un candidato che qui finisca il suo percorso e non lo incominci».

Altro che largo ai giovani!

«Non è vero. I giovani vanno benissimo. Ma chi si candida si deve preoccupare della città. Non è mica obbligatorio fare il primo ministro in questo Paese. Serve una persona che si dedichi solamente alla città».

Uno come Alfio Marchini?

«Se accettasse di fare le primarie per il centrodestra perché no. L'importante è che faccia chiarezza. Non lo considero il male assoluto. Vorrei facesse però chiarezza sui temi politici».

E in tema di alleanze cosa prevede?

«Le primarie servono anche a questo. Chi perde si impegna a sostenere chi vince. Perché è la coalizione il punto di forza. E poi le primarie servono anche per altro. Servono per ridare fiducia alla gente. Alle urne l'ultima volta si è presentata quasi la metà dei romani. Serve ridare voglia di partecipazione ai cittadini».

È ottimista?

«Se facciamo il nostro dovere vinciamo. Dobbiamo riportare il confronto politico nelle piazze. Dobbiamo sventolare con orgoglio le nostre bandiere».

E se alla fine il candidato fosse lei? Quale sarebbe la sua prima azione da sindaco?

«Un grande capoluogo ha bisogno di un sindaco che dialoghi con i suoi dipendenti e cittadini. Insomma l'esempio che sta dando Nicola Zingaretti in Regione, e prima di lui Marino in Campidoglio, non è certo da seguire».

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