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Pro Pal, ecco il conto per Askatasuna: scattano 5 arresti per le devastazioni

A Torino diciotto misure cautelari per gli assalti a "La Stampa", Leonardo e Ogr

Pro Pal, ecco il conto per Askatasuna: scattano 5 arresti per le devastazioni
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L'area antagonista ha alzato lo scontro tra cortei violenti e ora anche sabotaggi ferroviari, veri e propri attentati che oltre a causare danni alle infrastrutture possono generare un pericolo concreto per la sicurezza dei cittadini. È la sfida allo Stato che si ripete, che si manifesta con una violenza sempre meno simbolica e sempre più operativa. Ma lo Stato c'è e reagisce, come testimoniano l'arresto immediato di un esponente antagonista 20enne per l'attentato ferroviario con le pietre sulle rotaie di Castel San Pietro Terme e l'operazione condotta all'alba di ieri dalla Polizia a Torino, durante la quale sono state notificate 18 misure cautelari ad altrettanti soggetti di area antagonista che, tra settembre e ottobre, hanno partecipato alle manifestazioni distruttive del capoluogo piemontese.

Si tratta di 5 arresti domiciliari, 12 obblighi di presentazione quotidiana alla P.G. e un divieto di dimora nel comune di Torino per l'assalto alle Ogr (Officine Grandi Riparazioni), agli uffici di Città Metropolitana, a La Stampa, alla stazione di Porta Susa e all'aeroporto di Caselle. Ma Askatasuna, non ci sta, accusa il governo di "repressione sulle lotte per la Palestina a Torino" perché, dicono, "fra i tanti reati imputati ci sono i blocchi stradali e ferroviari, indice della volontà sia di colpire una pratica messa in atto da migliaia e migliaia di persone in tutta Italia, sia del fatto che il movimento di settembre e ottobre ha fatto veramente paura".

La legge per loro non esiste, si sentono vittime del sistema perché, dicono, "a Torino da mesi si stanno susseguendo operazioni di polizia quasi settimanali contro le lotte, in un attacco che non accenna a fermarsi. Ma anche le lotte non si fermano".

L'area antagonista torinese, da ormai 4 anni, ha ritrovato vigore: sono state le lotte contro il 41-bis e per Alfredo Cospito, nel 2022, a riaccendere la miccia rivoluzionaria di anarchici e centri sociali, che fino a quel momento erano concentrati sulle violente lotte No Tav in Val di Susa. La saldatura tra le storiche rivendicazioni territoriali e la battaglia contro il carcere duro ha creato un cortocircuito pericoloso, trasformando ogni occasione di dissenso in un terreno di scontro aperto. Alla fine del 2023 le lotte per Cospito sono scomparse in favore di quelle per la Palestina: stesse facce, stesse bandiere, ma diversi slogan. I movimenti divenuti pro Pal hanno trovato negli esponenti del mondo islamico italiano le proprie "guide ideologiche", come Mohammad Hannoun, architetto giordano e presidente dell'Associazione dei palestinesi in Italia, in carcere da dicembre, in nome del quale sono state organizzate anche recenti manifestazioni.

È in nome della Palestina che lanciano pietre alle forze dell'ordine, che assaltano i quotidiani e le sedi istituzionali. Ed è sempre in nome della Palestina che vengono sabotate le linee ferroviarie del Nord e Centro Italia, dalla Valtellina a Roma.

Di questi, solo i primi due sono stati rivendicati, quelli condotti nei pressi di Bologna e Pesaro il primo giorno delle Olimpiadi. I due di Roma ancora non hanno paternità così come quello di Lecco e quello di Castel San Pietro Terme, che però è l'unico di cui si conosce l'autore materiale. Le Procure interessate hanno aperto fascicoli con ipotesi di reato per attentato alla sicurezza dei trasporti e associazione con finalità di terrorismo e oggi è prevista l'udienza di convalida del fermo del 20enne che ha posizionato le pietre sulle rotaie.

La Procura di Bologna deve capire se abbia agito da solo per emulazione o

se, invece, sia parte di una rete. Nella sua abitazione sono stati trovati materiali riconducibili all'antagonismo ma da quell'area, sui sabotaggi, oltre all'unica rivendicazione, si preferisce mantenere la bocca chiusa.

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