Prodi e la corsa al Colle: "Lasciamo stare". E su Letta...

L'ex premier affronta varie tematiche, fino a coinvolgere il delfino Enrico Letta e le sue scelte politiche

Prodi e la corsa al Colle: "Lasciamo stare". E su Letta...

Romano Prodi sorride e fa spallucce: a detta sua non starebbe pensando alla scalata al Quirinale, anche se l'europeista per eccellenza ben si adatterebbe all'esecutivo ora in carica ed al suo presidente, ex governatore della Bce."Lasciamo stare", risponde il cosiddetto professore alla conduttrice di "Mezz'ora in più" Lucia Annunziata che gli domanda della possibilità di diventare il prossimo presidente della Repubblica Italiana.

Con il suo oramai caratteristico sorriso ben stampato in faccia, l'ex segretario dem parla anche delle possibilità che potrebbe avere il suo storico oppositore Silvio Berlusconi: "Le divergenze con lui rimangono, politiche, sulla direzione del Paese, di carattere", commenta Prodi ricordando l'ingresso di Forza Italia nel Ppe. E per quanto riguarda nello specifico il percorso di Forza Italia a livello nazionale? "Bisogna vedere cosa fa Berlusconi. Il partito, dal punto di vista organizzativo e della adesione popolare, dipende tutto da lui. Non so dove lo voglia guidare", replica l'ex premier. "Fino a ora verso una destra prudente, ma non è che abbia un ruolo molto forte rispetto alle destra imprudente".

Parlando di centrodestra, invece, il "professore" sottolinea l'atteggiamento ambiguo della Lega, dotata, a detta sua, di un elettorato più ampio rispetto a quello di Fratelli d'Italia. "La Lega ha il commerciante del Nord, il piccolo imprenditore, vedo ogni giorno crescenti divaricazioni nella Lega". FdI, al contrario, pare seguire una via diritta, al contrario del Carroccio e delle sue posizioni ondivaghe:"E il governo Draghi ha dato occasione di far emergere queste posizioni. Quando uno è al governo deve governare e le decisioni sono diverse dalle intenzioni", dichiara l'ex premier.

Ovvio attendersi un giudizio più che lusinghiero nei confronti del governo Draghi che "ringraziando il cielo, può andare avanti. I partiti non hanno più presa", affonda Prodi, "L'unico Paese in cui ancora funzionano è la Germania".

È ora di parlare del suo delfino Enrico Letta, che fu ai suoi tempi sottosegretario, quando ancora era un ragazzo: se fai una scelta del genere, dice "il professore" vuol dire che ti fidi. Ma il percorso dei dem deve essere più "seduttivo" nei confronti degli elettori. Enrico "il sereno", infatti, "deve avere un messaggio su temi e economici e sociali che interpreti il momento, che faccia convergere saltando le correnti di partito. Se c'è una proposta forte nei confronti del popolo, degli elettori, le correnti si adattano". Come a dire, o ti adegui o c'è il rischio che la poltrona scivoli via dalle terga: alla fine il consenso arriverà.

Ed il programma del Pd come sembra all'ex presidente dell'Iri? "L'ho detto a Letta, ci vuole una cosa sul lavoro, sulla crescita, su come organizzi la società post pandemia che acquisti adesione e fascino anche fuori, che parta dalla gente". Non bastano ddl Zan e Ius Soli, quindi, per fare proselitismo,"adesso bisogna coinvolgere la gente. Adesso che le cose vanno meglio è importantissimo che un partito politico esca con una proposta di speranza". Circa l'alleanza coi grillini il giudizio è poco entusiastico: "Il pane si fa con la farina che si ha, c'è la necessità. Io ho fatto alleanze con la fatica di farle". Va bene qualsiasi cosa per stare in sella, messaggio chiarissimo.

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