"Un profondo dolore". Ora Sfera Ebbasta annulla tutte le uscite

Compleanno amaro per l'artista. Il disastro rischia di far cambiare le leggi per sempre

"Un profondo dolore". Ora Sfera Ebbasta annulla tutte le uscite

Lui è «profondamente addolorato per quello che è successo», e ci mancherebbe. In più annulla «tutti gli impegni promozionali e gli instore dei prossimi giorni», e non si capisce se annullerà anche quelli non previsti dai calendari ufficiali, come l'esibizione alla Lanterna Azzurra di Corinaldo, provincia di Ancona. Compleanno tristissimo per Sfera Ebbasta, nuovo eroe della trap nato il 7 dicembre 1992, vero nome Gionata Boschetti cresciuto a Cinisello Balsamo, 1,5 milioni di follower su Instagram e cifre da record su Spotify. Un compleanno che inciderà sul suo futuro artistico, e non solo sul suo. I sei morti dell'altra sera sono destinati a cambiare per sempre l'assetto dei concerti in Italia e non come vorrebbe un emendamento, attualmente al vaglio parlamentare, proposto dai grillini sul «secondary ticketing» che riguarda più che altro la correttezza delle transazioni. Qui c'è in ballo la sicurezza. Ed è un problema decisivo in un Paese nel quale il legislatore si è sempre disinteressato della musica popolare.

E il caso Sfera Ebbasta sarà probabilmente la scintilla del cambiamento. Tanto per capirci, ieri nel tardo pomeriggio, l'agenzia che gestisce le apparizioni di Sfera Ebbasta, la Thaurus, ha precisato che «l'arrivo dell'artista era previsto in tarda serata essendo coinvolto per un dj set e non un concerto e ha appreso la notizia della tragedia telefonicamente». Però lo show alla Lanterna Azzurra non esisteva nel calendario ufficiale e il 7 dicembre Sfera era atteso solo in Piazza Duomo a Milano per un cosiddetto «firmacopie», ossia un incontro con i fan per autografi e selfie. Insomma, la serata al Lanterna Azzurra era stata inserita, come spesso accade, per fare cassa e allargare la popolarità del cantante. Una procedura molto comune e non certo illecita che però si espone a molti rischi. Il più importante è la sicurezza. Ed è un aspetto ancora più delicato che in passato, non soltanto per il rischio terrorismo. Oggi i fenomeni musicali esplodono alla velocità della luce, trasformando emeriti sconosciuti in superstar nel giro non di qualche mese o anno, ma addirittura di settimane o giorni. La quantità di pubblico che li segue cresce all'improvviso, si espande, diventa incalcolabile sia in entrata (quando cresce) sia in uscita (quando improvvisamente cala).

È il nuovo meccanismo del pop, una sorta di catena di montaggio che ha ritmi imprevedibili. Perciò spesso «si vende» un concerto in un locale proporzionato alla fama dell'artista che lo ospita, ma poi nelle settimane successive l'artista stesso diventa strapopolare e il locale non è più adeguato alla richiesta di biglietti. Un paradosso, è vero. Ma capita così. E gli organizzatori locali si adeguano, spesso «dimenticandosi» della capienza ufficiale e aprendo le porte il più possibile al pubblico. Con le possibili conseguenze che si sono purtroppo viste. E gli effetti di questa strage non sono soltanto quelli immediati, come il rinvio a data da destinarsi del concerto di Gemitaiz ieri sera al celebre Vox di Nonantola. Si cambieranno le regole. E si garantirà il rispetto di quelle che ci sono già. O almeno si spera.