Profughi, l'Europa si prepara al peggio. E cerca la sponda di Iran, Pakistan e Turchia

La strategia: stipulare degli accordi con i Paesi limitrofi all'Afghanistan

Profughi, l'Europa si prepara al peggio. E cerca la sponda di Iran, Pakistan e Turchia

«Per il momento si tratta di qualche migliaio di persone in aeroporto, ma nelle prossime settimane o mesi potrebbe essere una questione di molte persone in piú e questa ondata ci potrebbe raggiungere». L'Alto rappresentante dell'Ue Joseph Borrell avverte i Paesi membri. L'ondata di profughi in fuga dall'Afghanistan riconquistato dai talebani rischia di investire l'Europa nei prossimi mesi, soprattutto i Paesi attraversati dalle vie migratorie. Da una parte la Grecia, dall'altra la rotta Balcanica che sbocca in Italia. E ha evocato la possibilità di usare, per la prima volta, la direttiva del 2001 sulla protezione temporanea per i richiedenti asilo, nel caso di una forte pressione. Sarebbe «una misura eccezionale per fornire protezione immediata e temporanea agli sfollati da Paesi terzi, che prevede un meccanismo strutturato per garantire solidarietà ed equilibrio tra gli Stati dell'Unione nell'accoglienza degli sfollati, con trasferimenti» intra-europei, «sulla base di offerte volontarie».

Sono ancora centinaia i collaboratori afghani da evacuare da Kabul - alcune stime parlano di almeno tremila persone - mentre l'aeroporto è ritornato nel caos. Ma i numeri di profughi che potrebbero arrivare in Europa restano incerti tanto che anche il ministro dell'Interno tedesco Horst Seehofer ai media ha detto che «non è possibile alcuna previsione sul numero dei profughi afghani». L'Italia intanto si prepara all'accoglienza delle persone in arrivo attraverso i ponti aerei - ieri sono stati 400 gli afghani portati al sicuro dai quattro C130 che volano senza sosta tra Kabul e Kuwait City, dove sono schierati altri quattro KC767 dell'aeronautica militare che poi li trasportano in Italia.

E sono in corso ricognizioni sulle capacità del sistema di accoglienza di fronte a un'eventuale ondata che si sommerebbe agli arrivi ordinari di migranti dalla Tunisia e dalla Libia - 35mila da gennaio a oggi. La Caritas ambrosiana sta verificando in queste ore la disponibilità nelle strutture di accoglienza gestite dalle cooperative, in convenzione con le prefetture, per le famiglie che arrivano da Kabul con i voli. Ma l'emergenza ora è anche l'accoglienza nei Paesi limitrofi: «Bisogna quanto prima stabilire accordi con i paesi nei quali gli afgani stanno cercando rifugio, in particolare il Pakistan, l'Iran e la Turchia, dove ci sono governi riconosciuti dalla comunità internazionale - dice il direttore, Luciano Gualzetti - Le parrocchie e le comunità cristiane sapranno offrire generosamente il proprio contributo anche in questa drammatica circostanza». La disponibilità arriva da diocesi, governatori e sindaci. Quello di Milano Beppe Sala annuncia che in accordo con la prefettura che sta cercando le strutture «nei prossimi giorni raggiungeranno la nostra città alcune decine di afghani, con le proprie famiglie. Penso che ciascuno debba fare la sua parte». Il leader della Lega Matteo Salvini apre invece con dei distinguo: «Subito corridoi umanitari per chi ha collaborato con l'Occidente ma non si può chiedere all'Italia, che sta diventando il capo profughi d'Europa, di accogliere altre migliaia di persone. Sto sentendo gli ambasciatori di tutta l'area. Tra gli uomini che potrebbero arrivare il rischio di infiltrazioni terroristiche e malavitose è alto». E attacca il ministro dell'Interno Luciana Lamorgese: «Non riusciamo a intercettare un rave party e possiamo permetterci di far entrare senza controllo e limiti migliaia di queste persone?». Gli risponde Nicola Fratoianni (Sinistra italiana): «Mi auguro che Salvini la smetta di dire sciocchezze su quali profughi salvare e accogliere».

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